Pete Rock, Trans Musicals, Eric Satie… Le nostre idee per feste e festival

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In quest’ultima selezione di novembre, offriamo date a Parigi, Rennes o Lille. In particolare con la cantante e flautista franco-giapponese Maïa Barouh, il rapper americano Pete Rock, il pianista Denis Pascal in un programma dedicato al compositore Erik Satie, o anche i talenti pop ed electro in divenire programmati in Transmusicales.

Talenti emergenti da Transmusicales

Artisti da tutti i continenti. (…) Per quanto riguarda le grandi band di oggi, la musica elettronica folk, pop, rock e dance è tra le più rappresentate in programma. » L’editoriale tecnico di 44e Transocécalis de Rennes, 7-11 dicembre, sottolinea il suo punto. E il suo programma, con più di 80 formazioni annunciate, dovrebbe deliziare ancora una volta coloro che si aspettano che il festival di punta presenti principalmente scoperte, anche se ci sono alcuni nomi già più o meno individuati, come Louis Ioans, Seb Martel, Vanille, sassofonista Muriel Grossman, Queensquins, Barbara Boing, il sassofonista Guillaume Perret …

Un quarto dei gruppi, che hanno solo pochi anni, presenteranno una prima francese (Ayum, che riunisce artisti provenienti da Brasile, Italia, Angola e Grecia, De Matrona, guidato dall’irlandese Molly McGinn e Orlaith Forsythe, Duo Ruut, che riunisce cantanti estoni Ann-Lisett Rebane e Katariina Kivi, Hippie Hourrah, un gruppo pop-rock psichedelico di Montreal, Kobuikse, un duo country-electronica delle Isole Faroe …) o europei (Combo Chimpita, quartetto di New York, la cantante australiana Grace Cummings, Kingongulu Kinata, collettivo di Kinshasa, Satellites, Sixt proveniente da Tel Aviv…). Durante i cinque giorni del festival sarà presentata anche una creazione del cantante e pianista Zaho de Sagazan. Sylvain Cecil

Transocicalis Ren, a Ubu, Les Champs libre, L’Etage, L’Aire libre, Le Triangle, Parc-Expo… 7-11 dicembre. Da € 4 a € 72 (biglietto Parc-Expo di 3 giorni) a seconda della località, ingresso gratuito ad alcuni concerti.

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Electro-pop misto all’acqua con l’anima

Manifesto dell'acqua incantata.

La cantante e flautista franco-giapponese Maïa Barouh presenta sul palco il suo nuovo album di elettro-pop misto, Aida, Pubblicato in ottobre su etichetta Sarafah. Quella creata da suo padre, Pierre Berouh (1934-2016), la cui voce e poche frasi intarsia, sotto forma di saluto, su uno dei cognomi più tristi (Ringo). In questo album, come nel precedente, sottolinea: kodama (2014), le sue identità intersecanti (“Aide” Sai? ” fra “ in giapponese) e le loro influenze contrastanti, dominando in particolare le vecchie canzoni giapponesi per la loro colorazione dei suoni e la trance elettronica.

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