Calcio – Il derby e il trofeo: l’Inter conserva la Supercoppa italiana

L’Inter ha mantenuto la Supercoppa Italiana surclassando logicamente un Milan senza molla (3-0), permettendo al tecnico nerazzurro Simone Inzaghi di vincere questo trofeo per la quarta volta in quattro partecipazioni, mercoledì a Riyadh. Federico Dimarco al termine di un bel movimento collettivo (10°) poi Edin Dzeko tutto in classe (21°) hanno concretizzato una prima mezz’ora perfetta degli interisti contro milanesi presi in prestito, come le loro ultime prestazioni.

I rossoneri hanno sicuramente preso colore nella ripresa ma sono stati nuovamente vittime della loro leggerezza difensiva in serata, puniti da Lautaro Martinez (77′). Vero uomo delle finali, Simone Inzaghi ha vinto la sua quarta Supercoppa Italiana a 46 anni. Si unisce ai primatisti Fabio Capello e Marcello Lippi. Inzaghi l’aveva vinta due volte con la Lazio Roma (2017 e 2019) prima del suo primo successo con l’Inter la scorsa stagione.

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“È stata una partita perfetta” ha assaporato il mister su Mediaset. “È il secondo gol raggiunto dopo la qualificazione all’ottava Champions League. Da allenatore è un piacere vedere giocare questa squadra”, Ha aggiunto. Il Milan attende ancora di lanciare il suo anno 2023, arrivato a Riyad con una serie di delusioni dal recupero post Mondiale: due pareggi frustranti contro AS Roma (2-2) e Lecce (2-2) che hanno permesso al Napoli di salvarsi in vetta alla Serie A, e un’eliminazione a sorpresa a San Siro nell’ottava di Coppa Italia contro il Torino (1-0 ap). Come Theo Hernandez, l’ombra della squadra che fu ai Mondiali con i Blues, il Milan non ritrova più le gambe che lo avevano portato allo scudetto.

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Fuorigioco semiautomatico

Il fuorigioco semiautomatico, provato per la prima volta in una gara italiana prima di essere utilizzato nella fase di ritorno del campionato, ha impiegato molto meno tempo dei rossoneri ad entrare in azione, per convalidare il vantaggio di Federico Dimarco, ricevendo un cross da Nicolo Barella dopo un bel scambio dopo Dzeko. Il bosniaco, nonostante i suoi 36 anni, ha mostrato ancora una volta il suo talento segnando un bel secondo gol, dopo un bel gancio. “Ho quasi 22 anni”, ha scherzato Dzeko dopo il suo big match, assicurando che questo titolo non è una “vendetta” dopo lo scudetto perso sul filo della scorsa stagione.

Ciprian Tatarusanu, incaricato di presidiare la gabbia rossonera nella prolungata assenza di Mike Maignan (polpaccio), ha fatto il necessario per evitare il 3-0 su recupero di Dzeko (27°) poi un tiro pesante di Dimarco (29°). Ma ha ceduto ancora a fine partita sul tiro da fuori destro del campione del mondo Lautaro Martinez, vincitore del suo duello fisico con Fikayo Tomori. Intanto il Milan ha provato a reagire, in particolare grazie a Rafael Leao. Il portoghese, già pericoloso nel primo tempo su un tiro deviato da André Onana (17′), tira di poco sopra (49′) e non è lontano dal trovare la testa di Olivier Giroud (57′), ben guardato e incapace, per una volta, di brillare durante il derby.

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