tra Francia e Italia i legami si fanno sempre più stretti

Come confermano i dati riportati da Gfk, nella top 10 dei primi romanzi più venduti in Francia nel 2021, spiccano tre nomi italiani: I Leoni di Siciliail primo dei due libri della saga Florio dell’autrice siciliana Stefania Auci (pubblicato in Italia da Nord), Il treno dei bambini di Viola Ardone (edito originariamente da Einaudi Stile Libero) e L’angelo di Monaco di Fabiano Massimi (edito in Italia da Longanesi).

In questa classifica, in cui compaiono solo autori pubblicati per la prima volta in Francia, Auci è sesto, Ardone nono e Massimi decimo. In Francia, i tre libri sono tutti pubblicati da Albin Michel.

Dall’altra parte delle Alpi…

Mentre la letteratura italiana entra in Francia, la grande letteratura classica francese torna in Italia.

La casa editrice Prehistorica, fondata nel 2019, si propone di far conoscere agli italiani la bellezza della letteratura francese. Tra gli autori tradotti da questa casa editrice, Pierre Jourde ed Éric Chevillard.

La sua prossima pubblicazione, che uscirà a marzo in Italia, è alquanto storica: è la traduzione di Sposato de Huysmans, introvabile in Italia da quasi un secolo.

“Un incredibile potere letterario”

Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1881 e ritradotto nel 2022 da Filippo D’Angelo per Prehistorica editore. È anche lo stesso libro a cui Houellebecq, che lo considera un capolavoro, ha dedicato il primo capitolo di Sottomissione (Flammarion, 2015) dove appare come il libro preferito del protagonista.

Come ricorda Gianmaria Finardi, direttore di Prehistorica, “ la cosa più sorprendente è la statura del romanzo stesso. Sposato è il racconto delle vicissitudini di due amici, protagonisti di una doppia crisi, artistica (uno pittore, l’altro scrittore) e coniugale, in una Parigi ancora vivace e animata, popolata da dandy, bohémien, borghesi, operai e prostitute; una Parigi evocata con incredibile potenza letteraria “.

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È anche un testo particolarmente importante per quanto riguarda la poetica dell’autore, perché “fotografa proprio il passaggio dall’estetica naturalista – qui crollata, dall’interno – all’estetica decadente “.

Come già sanno chi ha letto questo classico, è un’opera immensa, per ricchezza di stile e finezza psicologica (tanto che, da questo punto di vista, si può già dire che il romanzo appartiene alla XX secolo) Questa pubblicazione è infine accompagnata da una prefazione di Pierre Jourde, che curò anche l’edizione dell’opera di Huysmans nella collezione della Pléiade.

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