Ti amo, no

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IOSolo una persona che non si è mai innamorata non può comprendere l’irrazionalità dei sentimenti. Allo stesso modo, solo chi non si è mai goduto una partita di calcio può farlo Resta indifferente Marco Verratti. Mercoledì 13 settembre il Paris Saint-Germain ha annunciato ufficialmente la sua partenza dall’Al-Arabi Club, voltando una pagina della sua storia.

Per undici stagioni, il centrocampista italiano ha continuato a dividere i tifosi. Ottimo per alcuni, sopravvalutato per altri, Verratti resterà comunque un giocatore speciale, capace di emozionare il pubblico del Parc des Princes, lo stadio di casa del Paris Saint-Germain, come strapparsi i capelli. Arrivato nella capitale francese all’età di 19 anni, dal Pescara da cui proveniva, Petit Hippo è cresciuto in qualche modo insieme a noi. Lo abbiamo visto tentare arabeschi impossibili davanti alla propria area di rigore, come un matador in campo. Lo abbiamo visto anche perseguitare e attaccare gli arbitri, in un mix inimitabile di tocchi franco-italiani sui campi di Francia ed Europa.

Leggi ancheNeymar, Messi e Verratti: il Paris Saint-Germain vuole mettere fine ai suoi artistiTrequartista agli esordi, è stato riportato in campo dal suo primo allenatore professionista, il ceco Zdenek Zeman. Le sue piccole dimensioni (1,65 m) e il baricentro molto basso gli permettono di girare come una trottola e destabilizzare i suoi avversari. Il trio da lui formato nel lungo periodo, dal 2012 al 2018, con Thiago Motta e Blaise Matuidi, resterà nella storia del club tra i più vincenti.

La leggenda narra che così fosse Lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani Lo stesso che aveva avvistato durante una partita giovanile tra Francia e Italia. Il futuro emiro del Qatar e presidente del Paris Saint-Germain lo nominano il 18 luglio 2012 per 12 milioni di euro, una cifra cospicua per un giocatore che in Italia aveva conosciuto solo la Serie B.

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Il secondo giocatore più partecipativo nella storia del Paris Saint-Germain

Dopo 416 partite professionistiche con il Paris Saint-Germain, Verratti fa parte della storia. È il secondo giocatore con più presenze del club (dietro Jean-Marc Bellorger e le sue 435 presenze). È anche il settimo assist nella storia del club (56 assist, una media di 0,13 a partita) e la persona che ha vinto più trofei con il suo club (30 in totale).

Tuttavia, il sentiero della Civetta lascerà A Un assaggio di affari in sospeso per i tifosi del Paris Saint-Germain e i sostenitori del bellissimo gioco. Innanzitutto perché le sue statistiche sotto porta sono deboli (11 gol in 11 stagioni). Ma soprattutto perché non è mai riuscito a sostenere la squadra tanto quanto l’amore che le dimostrava.

Leggi ancheMarco Verratti, “La Civetta” emerge dalla notteI 131 cartellini gialli ricevuti con la maglia parigina testimoniano la febbre che non sempre ha servito la squadra. Anche Marco Verratti ha fatto parte di tutti i fallimenti nazionali ed europei del club: dal Rimontata Dal 2017 Passare attraverso Sconfitta contro il Manchester United nel 2019 Fino a perdere il titolo nazionale contro il Lille nel 2021… È l’unico, insieme al brasiliano Marquinhos, ad aver partecipato a tutte queste stagioni.

C’è molta attesa intorno a Marco

Ciò che ha funzionato contro Marco Verratti è stata l’ambizione sproporzionata che i tifosi avevano nei suoi confronti. Dipingetelo come uno dei pilastri del centrocampo, capace di far giocare gli altri, fornire passaggi decisivi e segnare gol dalla distanza, come Andrea Pirlo, Andres Iniesta o Steven Gerrard, quando era semplicemente un grande compagno per giocatori più forti di lui. Sul campo. Al Paris Saint-Germain, non è mai stato migliore al fianco dell’instancabile Blaise Matuidi e del vero leader del centrocampo, Thiago Motta.

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La sua carriera in Nazionale non fa che confermare questa idea. Fa parte del fallimento indefinito che ha portato all’eliminazione dell’Italia agli spareggi per la qualificazione ai Mondiali 2018: durante l’andata, ha ricevuto uno stupido cartellino giallo che gli ha impedito di partecipare alla gara di ritorno. L’Italia ancora una volta non riuscirà a qualificarsi per i Mondiali del 2022, questa volta contro la Macedonia del Nord. Intanto la Nazionale italiana avrà vinto l’Europeo. Una competizione in cui il centrocampista italiano non solo domina Pettit Hippo, ma eccelle accanto al maestro del gioco crossalpino, Jorginho.

Leggi ancheEuro 2020: “Marco Verratti è il serpente del Libro della Giungla” Che lo adori o lo odi, la Ligue 1 perde un giocatore di innegabile simpatia. E forse anche perché, Attraverso le sue avventure e trasgressioniCi somigliava un po’. Come ripeteva Jean Cocteau, “gli italiani sono un popolo francese di buon carattere”. Marco Verratti è quel giocatore che amavamo odiare. E anche noi, dobbiamo ammetterlo, segretamente lo adoravamo.

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