Olav Kooij apre il suo contatore

Olav Kooij apre il suo contatore

L’olandese Olav Kooij ha conquistato a 22 anni la vittoria più importante della sua giovane carriera vincendo il 9° sprinte tappa del Giro d’Italia, domenica 12 maggio a Napoli.

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L’olandese Olav Kooij ha conquistato il 9° posto nello sprinte tappa del Giro d’Italia tra Avezano e Napoli il 12 maggio.
Foto: AFP/VNA/CVN

Difficilmente abituata a svolgere ruoli secondari, la squadra ciclistica Visma-Lease, che ha perso il suo capitano di strada Robert Gesink dal 1D tappa e si è presentato a questo Giro senza il suo leader Wout van Aert, infortunato da marzo, ritrovato il sorriso grazie al suo prodigio olandese.

Il suo curriculum include finora il Circuit de la Sarthe del 2022, vittorie di tappa al Tour of Britain del 2023 e la Parigi-Nizza di quest’anno.

Ma il suo successo nel Golfo di Napoli è una liberazione: “Era da tempo che puntavo alla vittoria in un grande giro, arriva al termine di una settimana difficile segnata dalla sfortuna per la squadra” si è rallegrato.

Viene infatti privato del suo pesce pilota Christophe Laporte che era smontato il giorno prima, risentendo ancora della pesante caduta nel 5e fase, che Kooij ha raggiunto questo successo tanto atteso.

L’olandese Olav Kooij dopo la vittoria nella 9e tappa del Giro d’Italia il 12 maggio a Napoli.
Foto: AFP/VNA/CVN

“La squadra ha fatto un buon lavoro e mi ha messo in buone condizioni” ha sottolineato.

Occorreva innanzitutto porre fine al raid di lunga distanza degli italiani Mirco Maestri e Andrea Pietrobon, del team Polti Kometa, partiti dal primo dei 214 km in programma della giornata.

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Nella campagna abruzzese, i due fuggitivi avevano un vantaggio fino a 3 minuti e 32 secondi, a 150 km dal traguardo, su un gruppo inizialmente deciso a procrastinare dopo una prima settimana estenuante.

Pogacar come compagno di squadra di lusso

Avvicinandosi a Napoli, le squadre dei velocisti hanno preso in mano la situazione riducendo il vantaggio del duo di testa che è stato ripreso a soli 30 km dal traguardo dal sempre molto offensivo Julian Alaphilippe, aiutato da Nicola Conci.

In una finale nervosa e discontinua, l’ecuadoriano Jhonatan Narvaez, vincitore della 1D tappa, poi ha colto l’occasione con autorità e sembrava avviato verso la sua seconda vittoria al Giro 2024, quando è entrato in scena Tadej Pogacar.

Lo sloveno Tadej Pogacar con la maglia rosa da leader della classifica generale del Giro d’Italia del 12 maggio.
Foto: AFP/VNA/CVN

Lo sloveno, in testa al gruppo con la sua maglia rosa, si è trasformato in un compagno di squadra di lusso per il velocista della squadra emiratina, Juan Sebastian Molano.

Sotto la sua guida, il gruppo ha raggiunto Narvaez a pochi ettometri dal traguardo. Il suo sforzo, improbabile per un corridore che punta alla vittoria finale il 26 maggio a Roma, non è bastato, visto che Molano si è dovuto accontentare di 3e posto, dietro Kooij e l’italiano Jonathan Milan.

Ma lo sloveno, già vincitore di tre tappe da quando ha lasciato Torino, non ha rimpianti: “Sa 3e posto è un bel risultato, volevo aiutarlo, sono stato io a decidere di lavorare per lui”Lui ha spiegato.

Il doppio vincitore del Tour de France si è comodamente installato in testa alla classifica generale con 2 minuti e 40 secondi di vantaggio sul colombiano Daniel Martinez e 2 minuti e 58 secondi sul gallese Geraint Thomas.

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“Ho un grande vantaggio” ha accettato prima di guardare con entusiasmo al primo giorno di riposo di lunedì 13 maggio: “Un po’ di pizza sarà gradito prima della prossima tappa martedì 14 maggio”lui sorrise.

AFP/VNA/CVN

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