L’indice di trasmissione del virus scende in Italia

Dopo 5 settimane di crescita, l’indice medio di trasmissione del coronavirus scende in Italia, e scende sotto la barra di 1, secondo l’ultimo rapporto epidemiologico reso pubblico il 22 gennaio. E dopo un’aspra polemica con il governo, la Lombardia è retrocesso in zona arancione, da domenica.

Con cautela, questo venerdì l’Istituto Superiore di Sanità italiano annuncia un raggio di speranza. Dopo cinque settimane consecutive, l’indice di trasmissione del virus, basato su casi sintomatici, e ora comunemente noto come indice Rt, è diminuito. L’analisi epidemiologica effettuata dall’Istituto Superiore di Sanità Italiano e dal Ministro della Salute, nel periodo dal 30 dicembre 2020 al 12 gennaio 2020, rivela un indice di 0,97, contro 1,09 stabilito durante la precedente valutazione. Il rapporto degli esperti “Leggera diminuzione dell’incidenza dei casi di contagio a livello nazionale negli ultimi 14 giorni, da 339,24 casi per 100.000 abitanti tra il 4 e il 17 gennaio, contro i 368 per 100.000 abitanti dal 28 dicembre al 10 gennaio”.

Correzione dell’errore della Lombardia

Quattro regioni sono ad alto rischio (rispetto alle 11 della scorsa settimana), 11 sono classificate come “rischio moderato” (ma incluse 5 ad alto rischio di progressione) e sei segnalano un rischio ridotto.
È peggiorata solo la situazione in Sardegna, che passerà dal giallo all’arancio.
Anche la Lombardia entrerà nella zona arancione, dove verrà retrocessa. La variazione non è dovuta al nuovo reportage settimanale, ma a un errore: la regione non dovrebbe essere classificata in zona rossa come è avvenuto domenica 17 gennaio. Il 20 gennaio il presidente della regione ha presentato ricorso all’amministrazione giudice, pur inviando i dati dell’epidemia corretti, riducendo l’indice Rt da 1,4 a 0,88.

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Nessuna regione può ancora rivendicare la nuova zona bianca, ma quattro restano nella zona gialla – Campania, Toscana, Basilicata, Molise -, così come la Provincia di Trento
Restano nella zona arancione Abruzzo, Veneto, Calabria, Emilia Romagna, Friuli, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. La Sicilia e la provincia di Bolzano rimangono nella zona rossa.
Il miglioramento è indubbiamente il risultato delle rigide limitazioni imposte a scopo precauzionale nella Penisola durante il periodo delle festività natalizie, dove il Paese oscillava tra zona rossa e zona arancione.
“L’epidemia resta in una fase delicata”, avverte il rapporto. Mentre il tasso di occupazione per le terapie intensive è diminuito del 30% a livello nazionale durante il periodo, 12 regioni rimangono al di sopra della soglia critica.

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