Il Napoli è campione d’Italia, alla terza incoronazione della sua storia

Il Napoli è campione d’Italia, alla terza incoronazione della sua storia

Grazie al sorteggio di giovedì sera all’Udinese Park (1-1), il Napoli ha sancito ufficialmente il titolo di campione d’Italia.

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Ieri alle 10:37 | Aggiornato alle 22:54

Giovedì, a cinque giornate dalla fine, il Napoli conquista il suo terzo scudetto, a più di 30 anni di distanza dalle prime due volte di Diego Maradona (1987, 1990), grazie ad un punto regalato da Victor Osimhen all’Udinese (1-1) .

La festa, anticipata domenica dal gol nel finale della Salernitana (1-1), ancor prima del fischio finale ai piedi del Vesuvio, è cominciata per le vie del centro oltre che sugli spalti dello stadio del Napoli che ora porta il nome dell’idolo argentino dove più di 50.000 tifosi si sono riuniti per assistere alla partita su uno schermo gigantesco.

I festeggiamenti per questo meritato scudetto, visto che il Napoli ha dominato la Serie A, promettono di essere bollenti per accompagnare il ritorno del titolo meridionale monopolizzato dai tre colossi del nord, Juventus Torino, Milan e Inter, per 22 anni.

A Udine sono stati anche migliaia i napoletani che hanno fatto il viaggio per non perdere questa storica partita, che ha messo fine a 33 anni di attesa. Il punto è esattamente quello che serviva per assicurarsi matematicamente l’incoronazione a cinque giorni dalla fine della stagione, una prestazione record che solo quattro squadre hanno gestito finora: la Juventus nel 2019, l’Inter nel 2007, la Fiorentina nel 1956 e il Torino nel 1948.

Non è stato facile per il Napoli meno intelligente nel corso delle settimane, sfiancandolo a fine stagione a pieno ritmo. La squadra di Luciano Spalletti viene subito sorpresa dalla disciplinata Udinese e prima del gol grazie ad un bel tiro alle spalle dello sloveno Sandy Lovric (13°).

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Il Napoli poi prova a spingere, ma con meno velocità e meno precisione di gioco: Khafisha Kvaratskhelia potrebbe vincere un rigore (21) e Osimhen si fa insidioso di testa (24, 32).

Il riposo, come spesso accade grazie ad Osimhen, non è arrivato in tempo per recuperare il pallone che la difesa avversaria ha rimesso in angolo (52′) fino alla ribattuta. Il nigeriano, capocannoniere del campionato italiano, non dimenticherà il 22esimo gol nella sua fenomenale stagione, che ha festeggiato come di consueto togliendosi la mascherina protettiva per andare a catturare gli applausi dei tifosi del Napoli.

Il Napoli, che avrebbe potuto vincere anche senza una grande parata di Marco Silvestri contro Piotr Zielinski (70esimo), non può più sostituire la Lazio, seconda con sedici punti.

squadra entusiasta

All’età di 64 anni, Luciano Spalletti è diventato l’allenatore più anziano ad essere incoronato campione d’Italia, 61 anni dopo Maurizio Sarri quando vinse lo scudetto con la Juventus Torino nel 2020.

La forza di Spalletti sta nel mettere insieme una squadra motivata, lodata per il suo gioco offensivo, in cui tutti hanno trovato il loro posto, compresi i sostituti che hanno segnato gol decisivi come Giovanni Simeone o Giacomo Raspadori, insieme alle indiscusse stelle della stagione, Osimhen e Kfaratskhelia .

Questa stagione quasi perfetta, che ha visto anche il Napoli approdare per la prima volta ai quarti di Champions League, non era necessariamente prevista dopo le tante partenze della scorsa estate, soprattutto per riequilibrare i conti: Lorenzo Insigne, Kalidou Koulibaly, Dries Mertens o Fabiano. Ruiz.

Questo successo è anche quello del titolare Aurelio De Laurentiis, 73 anni, produttore cinematografico rumeno che nel 2004 ha rilevato la gestione di un club fallito e retrocesso in terza divisione. Lo ha riportato prima in Serie A, poi definitivamente ai vertici del Calcio grazie a una rigida gestione finanziaria, anche se questo gli è comunque valso la diffidenza di alcuni ultras contrari a una politica ritenuta troppo commerciale.

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Ma il Napoli gli deve una gioia che non conosceva da 33 anni e che senza dubbio resterà imponente domenica allo Stade Maradona per la rimonta di Champions contro la Fiorentina.

“È un’uscita, l’aspettavamo da tempo. (…]Ne ho sentito parlare dai miei genitori (primi due titoli, ndr) e oggi l’ho visto! Ben immerso nei festeggiamenti e davvero lanciato in Napoli”, ha detto Antonio Di Roma, 20 anni, studente, “La città farà sicuramente festa per tutta l’estate”.

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