Siamo intervenuti con il Fondo Monetario Internazionale a sostegno della Tunisia

AA / Tunisia

Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio ha affermato, martedì, che il suo Paese “è intervenuto con i partner e il Fondo Monetario Internazionale per sottolineare la necessità di sostenere la Tunisia per superare la situazione economica che sta attraversando, aggravata dal crisi economica che sta attraversando la Tunisia e la situazione sanitaria”.

Lo afferma un comunicato stampa diffuso dalla Presidenza tunisina a seguito di un incontro tra il presidente tunisino Kais Saied e il ministro italiano, in visita martedi’ in Tunisia, durante il quale incontrera’ il suo omologo tunisino Othman. Gerandi.

Da parte sua, Kais Saied ha sottolineato il fatto che la Tunisia fa affidamento prima di tutto sulle proprie capacità nazionali per superare la situazione attuale, ma spera anche di comprendere e sostenere i partner tradizionali all’interno delle strutture dei donatori internazionali e dei paesi amici, compresa l’Italia.

La Tunisia sta affrontando la peggiore crisi finanziaria dalla sua indipendenza nel 1956, aggravata da una crisi politica a seguito di “misure straordinarie” adottate da Said, che il 25 luglio ha sospeso le attività del parlamento.

Il governo tunisino sta lottando per prendere in prestito denaro dall’estero, a causa dello stallo dei negoziati con il Fondo monetario internazionale su un programma di riforma economica e dei successivi declassamenti del rating sovrano tunisino con le agenzie di rating.

In un altro caso, Di Maio ha espresso la “comprensione” delle autorità italiane della posizione della Tunisia “sulla liquidazione della pratica dei rifiuti”.

A luglio 2020 le autorità doganali del porto di Sousse (est del Paese) hanno sequestrato 282 contenitori di “rifiuti plastici tossici” provenienti dall’Italia, che non rispettano gli standard di importazione dei rifiuti vigenti nel mondo.

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In un terzo caso, Di Maio ha sottolineato che l’Italia ha concordato con la Tunisia sulla necessità di affrontare le cause profonde della migrazione e di combattere le reti di traffico di esseri umani.

Da parte sua, il presidente tunisino ha osservato che “le tradizionali politiche di gestione del fenomeno dell’immigrazione clandestina hanno dimostrato i loro limiti”.

Sottolineando “la necessità di formulare nuove percezioni comuni che incoraggino la migrazione legale secondo meccanismi che garantiscano i diritti dei migranti”.

Secondo un rapporto del Forum tunisino per i diritti economici e sociali, il numero dei migranti tunisini in situazione irregolare, arrivati ​​in Italia dall’inizio di quest’anno fino allo scorso settembre, ha raggiunto 11mila migranti, a fronte di 7.961 individui identificati durante lo stesso periodo. periodo 2020.

* Tradotto dall’arabo da Mounir Bannour.

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