(foto: The Canadian Press)
OTTAWA – L’Office of the Privacy Commissioner canadese ha aperto un’indagine sulla società dietro ChatGPT, un popolare chatbot che utilizza l’intelligenza artificiale.
L’ufficio del commissario ha dichiarato martedì che la sua indagine sul caso OpenAI è stata aperta “a seguito di una denuncia secondo cui le informazioni personali sono state raccolte, utilizzate e divulgate senza consenso”.
Il commissario per la privacy Philippe Dufresne ha dichiarato in una dichiarazione che “le implicazioni sulla privacy della tecnologia AI sono una priorità” per il suo ufficio.
Dice che l’ufficio deve stare al passo con gli sviluppi tecnologici in rapida evoluzione “e anche stare al passo con i tempi”.
L’ufficio di Philippe Dufresne aggiunge che non rivelerà ulteriori dettagli in questo momento, ma afferma che il suo mandato è quello di riferire pubblicamente sui risultati delle sue indagini.
ChatGPT, lanciato lo scorso novembre, utilizza informazioni scritte già disponibili su Internet per fornire risposte dettagliate e conversazionali alle domande degli utenti. Finora è stato utilizzato per produrre un’ampia varietà di documenti e risposte, che vanno dai codici informatici alle sceneggiature cinematografiche. D’altra parte, i critici hanno sollevato preoccupazioni sul plagio.
La scorsa settimana, l’equivalente italiano del commissario per la privacy ha bloccato ChatGPT mentre indagava su una presunta violazione dei database personali dell’UE.

Giulia Ferrara è autrice per Barsport.net e si occupa della copertura di notizie di attualità, politica, economia, tecnologia, sport, intrattenimento e lifestyle. Il suo approccio editoriale si basa su una comunicazione chiara, accurata e orientata ai lettori, con l’obiettivo di rendere le informazioni facilmente comprensibili e utili. Segue gli sviluppi più rilevanti del momento, raccontando fatti, tendenze e storie che hanno un impatto concreto sulla vita quotidiana e sull’interesse del pubblico.
