L’Italia è in lutto per Dino Risi, il maestro della “commedia all’italiana”

L’Italia è in lutto per Dino Risi, il maestro della “commedia all’italiana”

Sabato gli italiani hanno pianto Dino Risi, il maestro della “commedia all’italiana” che li aveva fatti ridere per più di mezzo secolo con i suoi film comici neri in cui si riconoscevano allo specchio.

L’autore di “Monstres”, “Fanfaron” e “Parfum de femme” è morto sabato mattina nella sua casa di Roma all’età di 91 anni. Ha lasciato un’abbondante filmografia nella quale si sono distinti i principali attori della scena italiana.

Profumo di donna, commedia amara su un uomo diviso tra il desiderio di compiacere e il desiderio di morire, valse a Vittorio Gassman, il suo attore preferito e divenuto suo amico, il premio come miglior attore al Festival di Cannes del 1975.

Gli spararono Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, ma anche Colucci (in Fou de guerre, 1985) e Roger Moore (Il seduttore, 1980).

Dino Risi ha ricevuto il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2002 per tutta la sua carriera.

Nel 2002 la sua ultima produzione televisiva è stata con la serie “Le giovani ragazze di Miss Italia”.

La fragile figura del vecchio dagli abbondanti capelli bianchi è apparsa per l’ultima volta in pubblico mercoledì. Aveva viaggiato per ricevere un premio ad un festival cinematografico locale a Castelvoltorno vicino a Napoli (sud), e per visitare suo figlio Marco, anche lui regista, che stava girando un film in questa città.

Sophia Loren, una delle rare attrici che non hanno mai recitato per lui, ha commentato: “È una grande perdita per il cinema italiano”.

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Dino Risi, nato il 23 dicembre 1916 a Milano, divenne uno dei più grandi registi di commedie degli anni Cinquanta insieme a Mario Monicelli, Ettore Scola e Luigi Comincini.

In “Les Monsters” (1963), ha delineato in 19 schizzi feroci i vizi e i fallimenti della società italiana con la sua debolezza, la sua indulgenza alla corruzione, il suo fascino per il mondo della televisione e la sua patina morale in rapido sbiadimento.

Il critico cinematografico Valerio Caprara ha commentato: “Questa commedia che chiamiamo italiana per comodità è infatti universale”, aggiungendo che Dino Risi “non ha mai obbedito alle regole estetiche alla moda”.

Era «una specie di Billy Wilder made in Italy», secondo La Repubblica.

Per molti italiani, il suo capolavoro rimarrà Le Fanfarone (1962), un road movie italiano sul miracolo economico. Altri preferiscono il film “Una vita dura” (1961), che evoca la Seconda Guerra Mondiale, in cui recitava Lea Massari.

“È amico di Matt”, ha commentato l’attrice sabato. “La regia di Dino Risi è stata tutta benevola e mi ha permesso di interpretare un ruolo completamente opposto al mio. Giocare con il suo compagno Alberto Sordi è stato ‘come un valzer’.

Lodi sono arrivate anche dal mondo politico.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sottolineato che “Dino Risi, osservatore attento e frustrato di fatti e di comportamenti, ha dato un’impronta del tutto personale a un lungo periodo del cinema italiano”.

Il neo ministro della Cultura Sandro Bondi (a destra) ha commentato: “Con Dino Risi il cinema italiano perde uno dei suoi padri fondatori”.

Il suo predecessore Francesco Rutelli (a sinistra) ha affermato che “Risi è stato uno dei più grandi poeti del XX secolo” mentre il presidente della Camera Gianfranco Fini (a destra) ha dichiarato che il regista “è stato il grande traduttore del popolo italiano”.

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Lunedì mattina è prevista l’installazione di una cappella funebre al cinema di Roma, Villa Borghese, per una cerimonia annunciata dalla famiglia come “del tutto laica”.

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