Dovremo abituarci al fatto che, in un mondo serializzato in completo fermento, i rari standard ottenuti negli ultimi anni stanno scivolando uno dopo l’altro. E così l’Italia, un tempo patria del cinema illustre, era il nesso debole del mondo delle soap opera contro le potenze inglesi, francesi e scandinave e ora, una dopo l’altra, due produzioni transalpine stanno dando una lezione al resto del mondo. Dopo “Esterno Notte”, il geniale tribunale del regista Marco Bellocchio che trasforma il caso Aldo Moro in una marcia funebre per un intero Paese, è il turno della mafia, altra ombra che da decenni divora la penisola, a diventare la soggetto della fantastica serie “Good Mothers”.
La famiglia viene tradita o distrutta
Nuova sorpresa, questa coproduzione italiana e inglese va in onda sulla piattaforma Disney+, meglio conosciuta per il suo vastissimo catalogo Marvel, Star Wars e Pixar che riunisce tanti totem della cultura pop mondiale. Soprattutto, se la mafia è così spesso oggetto di una serie, si pensi alle tavole di legge incise da “I Soprano”. al suo cugino settentrionale il “Lilyhammer”; Alle cinque stagioni di “Gomorra” ovviamente; A “Subura”, che gli somiglia senza mai raggiungerne l’intensità, oa “Romanzo Criminale”, che racconta la conquista di Roma da parte di una banda di teppisti, nessuna storia sull’Idra ha raggiunto questo livello di onestà e specificità.
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Martina Ricci è autrice per Barsport.net e si occupa di temi legati all’attualità, allo sport, alla tecnologia, all’economia, all’intrattenimento e allo stile di vita. Nei suoi articoli privilegia una comunicazione chiara, accurata e facilmente comprensibile, con l’obiettivo di offrire ai lettori informazioni utili e aggiornate. Segue da vicino le notizie di maggiore interesse pubblico, raccontando fatti e storie rilevanti con un approccio equilibrato e orientato alla qualità dell’informazione.
