Anna Demoustier, Catherine Deneuve, Danielle Dario… Omaggio a “Attrici frenetiche”

Anis Demoustier in Les Amours d’Anaïs oggi, François Dorliac o Daniel Dario ieri… Hanno saputo coniugare magia e ritmo, sconvolgendo l’ordine stabilito e conducendo lo spettatore verso l’ironia e la dolce follia.

È leggero e corto. Va, corre, vola, scende le scale (non c’è mai stato un ascensore: è claustrofobica!). Si intromette nelle conversazioni, ignora il pagamento dell’affitto, dimentica l’arrivo di inquilini stranieri reclutati su Airbnb, prende a calci il suo ragazzo per il naso, seduce un editore di 50 anni e nel farlo è totalmente colpita. È estroversa, costosa: è Anais Demoustier che incarna nel primo lungometraggio di Charlene Bourgeois-Take, Amo Aneese Al cinema dal 15 settembre.

Il cinema francese ha sempre celebrato queste figure eseguite fuori dal comune. Chiama Francois Truffaut “Attrici frenetiche” » Le attrici – preziose, per la loro rarità – che uniscono magia e ritmo sanno condurre trame e spettatori verso l’assoluto irrealismo. Per completare il sarcasmo. verso la dolce follia.

Daniel Dario in battito cardiaco, di Henry De Quinn (1940).

Cinema dell’Alleanza

In Francia, negli anni ’30, la regina di questi allenamenti rischiosi era Danielle Dario in una serie di commedie frenetiche, come cattivo ragazzo, di Jean Boyer (1936) o il piccolo capolavoro che battito cardiaco, di Henry De Quinn (1940). Gli succedettero negli anni ’60 le sorelle Dorléac: Françoise, in uomo di Rio, Di Philippe de Broca e Catherine Deneuve poco dopo in selvaggio, di Jean Paul Rapinoe. Oggi sembra che Anais Demoustier sia al comando, e con talento, la torcia…

In cosa consiste? Preferire la maleducazione alla decenza. Prendi in giro le idee già pronte. Disprezzo la pesantezza e la noia. Preferire la gioia alla tristezza nonostante il pericolo e la tristezza… in club delle signore, Di Jacques Deval (1936), per esempio, Danielle Dario non ha esitato a inserirlo – che orrore! – Un ragazzo nel gineceo dove viveva, è in pericolo – che vergogna! – Diventare madre di una ragazza, come si diceva all’epoca. Anni dopo, è la stessa indifferenza al pregiudizio che guida Anis Demoustier Amo Anees : Dormi con un vecchio, e allora? Innamorati di una donna, perché no?

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Riluttante a mettere le cose in ordine

Naturalmente, molto sfacciatamente, i “pazzi” provocano inevitabilmente una reazione esacerbata nei loro critici: li trattano inconsapevolmente, capricciosi, egoisti e isterici. Questo perché, senza rendersene conto, poiché obbediscono solo al loro istinto, riflettono una visione del mondo meno convenzionale di quella che li denigra. Più inappropriato. Entrambi sono eccentrici ed eccentrici.

Jean Servé, Jean-Paul Belmondo e Françoise Dorliac in L'Homme de Rio, di Philippe de Broca (1964).

Jean Servé, Jean-Paul Belmondo e Françoise Dorliac V uomo di Rio, di Filippo de Broca (1964).

Aryan Films – Associazione Artisti per la Produzione Artistica – Dear Film Produzione

quando sei dentro uomo di Rio, Mentre il pericolo è in agguato, Françoise Dorliac si chiede più seriamente nel mondo, di fronte a un arrabbiato Jean-Paul Belmondo, quale sarà il colore della loro prossima auto e quale scegliere. “Rosa con stelle verdi”, Lo fa non per capriccio, ma per sfida. Al senso comune, alla ragione, per quella ragione irragionevole che, in nome del bene comune, uccide in ciascuno di noi la libertà di immaginazione.

Perché sono quello che sono e vivono come vivono, Dario, Dorliac, Deneuve e Demoustier – e Katharine Hepburn a Hollywood e Anna Magnani in Italia – non sono pretendenti. Non i rivoluzionari. Nemmeno le femministe hardcore. Nient’altro che ribellione. Resisti all’ordine delle cose, alle regole del gioco, alla mente del più forte.
E così, oggi come ieri, questi colpi di mano accelerano, abbattono ostacoli apparentemente insormontabili, spingono indietro muri, sfondano porte e spalancano le finestre. Certamente, creano un caos infernale nella vita di coloro che incrociano il loro cammino. Ma è meglio difendere i pigri, scuotere i dormienti, farli svegliare – finalmente – agli altri, e soprattutto a se stessi.

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I “rabbiosi” sono gli informatori…

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