“My Afghan Family”, “Southern Sentinel”, “Keep on the Road”… Film proiettati questa settimana

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Questa settimana il cinema presenta un viaggio di ritorno in Afghanistan con la mia famiglia afgana (Itinerario di una giovane studentessa ceca in partenza per vivere a Kabul con il suo futuro marito per amore) e guardia meridionale (La difficoltà di riabilitare i soldati americani dopo la loro missione in Afghanistan). Viaggio di sola andata in TurchiaPrendi la strada) e immersioni subacquee nella città elettrica di Houstoncanzone dei fantasmi).

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“My Afghan Family”: un europeo immerso nel calderone afghano

La regista ceca Mikaela Pavlatova sorprende con un lungometraggio d’animazione la mia famiglia afgana, con sede a Kabul, nel primo decennio del XXI secolo, dopo la caduta del regime talebano. A Praga, Helena, una studentessa ceca, soffre di solitudine e sogna di creare una famiglia numerosa. Ha catturato l’attenzione di Nazir, uno studente di origine afgana che ha suscitato la sua curiosità. Decide così di lasciare tutto per tracciare chi diventerà suo marito, rinunciando così alle libertà che la società occidentale le concede. Se il ragazzo è più progressista degli altri membri della sua famiglia, resta il fatto che la sua cultura costringerà Helena (ora Hera) a fare grandi concessioni.

Adattamento romanzo ceco Frishta (2012), diretto da Petra Prochazkova, il film non si concentra sugli indicatori politici dell’epoca: è nel suo desiderio di integrarsi a tutti i costi in un mondo scomodo, ma in una famiglia unita, dove sta tutta la sua ingegnosità. la mia famiglia afgana Denuncia la violazione dei diritti delle donne, senza affrontare i buoni ei cattivi, ma costruendo ponti tra di loro. Marusia Doberuil

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Film d’animazione Francese, ceco e slovacco di Michaela Pavlatova (1 ora e 20 minuti).

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South Sentinel: Il difficile ritorno alla vita civile dopo l’Afghanistan

Il primo lungometraggio di Mathieu Girault ci mette di fronte a un corteo di feriti, mentre racconta l’impossibilità di tornare alla vita civile per i giovani soldati francesi di ritorno da una missione in Afghanistan. Dopo un’imboscata in cui è caduta la sua unità, il soldato Christian Lafayette (Niels Schneider), tornando nella sua residenza di periferia, tenta di reintegrarsi, nonostante i suoi problemi di alcol e l’onda d’urto causata dallo shock. Dei suoi compagni sopravvissuti, solo Henry (Thomas Dallows), che è detenuto in un ospedale psichiatrico, e il suo amico d’infanzia Mounir (Soufiane Khamis), che è stato ferito a una gamba, rimangono resti o rovine.

Quello che è successo lì al momento dell’attacco non voleva lasciarli andare. A cominciare dalle misteriose circostanze dell’operazione, che il loro leader de Royer (Denis Lavant) ha tenuto segreto. Ma anche il commercio di oppio in cui furono coinvolti due dei tre sopravvissuti. guardia meridionale Gestisce l’intersezione di due tipi di storie che raramente vengono combinate: da un lato, narrazioni di guerra post-traumatiche; D’altra parte, lana nera. Queste due leggende infestate dal passato formano qui un paesaggio di mascolinità a mezz’asta. La delusione dei figli davanti al silenzio dei genitori: così si potrebbe riassumere guardia meridionaleil cui tema si estende a una repubblica francese che si affretta ad abbandonare i suoi “figli”. Matteo Macheret

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