La magistratura italiana ha respinto la richiesta di scarcerazione totale del giovane belga coinvolto nello scontro


Il 25 giugno, un incidente in barca sul Lago di Como, in Italia, ha ucciso una persona. Clea W. era al timone dello spin-off. Da allora è stata posta agli arresti domiciliari in un appartamento di proprietà della sua famiglia. I suoi avvocati hanno chiesto il suo rilascio, ma la giustizia italiana ha rifiutato questa richiesta. Secondo La Provincia di Como, l’inchiesta è nelle sue fasi finali e si deciderà se la giovane comparirà in tribunale.

Si ricorda che Luca Fossi, 22 anni, era con due amici su una barca di 5 metri, che si è fermata quando sono stati investiti da una barca più pesante di 7 metri. Il giovane italiano della regione che si era appena laureato in economia e commercio è stato ferito a morte mentre solo due dei suoi compagni sono rimasti colpiti. Non sono stati feriti gravemente.

Clea W. (21) era al timone della nave incidente. “Non ho visto la barca”, direbbe, secondo i nostri colleghi della Provincia di Como. Mastercraft era stato lanciato giovedì, il giorno prima della tragedia. In tutto trasportava undici turisti belgi che stavano facendo surf quando “Sea Ray” si è imbattuto in Luca Fossi e i suoi amici.

abbandono della giovinezza

Il gruppo di belgi aveva noleggiato una barca attrezzata per il jet-ski, ma nessuno sembrava essere impegnato al momento dell’incidente. La collisione è stata violenta per vedere gli effetti sulla barca danneggiata. L’esplosione è stata udita a centinaia di metri di distanza. Poi la barca si è capovolta. Sul corpo della vittima è stata disposta l’autopsia.

Il giovane belga si è sottoposto ad un test dell’alcolemia, risultato negativo. Ha anche dato il suo consenso ai test tossicologici per determinare se guidava sotto l’influenza dell’alcol. Aperta un’inchiesta per omicidio colposo e naufragio. Le due navi sono state sequestrate dalla giustizia.

Secondo “La Provincia di Como”, la tragedia è dovuta all’inesperienza e alla negligenza dei giovani belgi. Secondo un testimone, non si resero subito conto del dramma che si era appena verificato. La barca, battente bandiera belga, apparteneva al suocero della ragazza, che “La Provencia” presentava come un facoltoso avvocato.

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