In Italia i Barnaby Epic, una famiglia molto catodica

di Aureliano Tonet

Inserito oggi alle 17:00, aggiornato alle 17:18.

Roma, metà maggio. Decine di dipendenti si sono radunati sul balcone di Lux Vide, la principale casa di produzione televisiva italiana. Favoloso, vista su Prati, sotto il tramonto. A nord, possiamo sbirciare i palazzi della RAI, il colosso dell’audiovisivo trans-caseario. Da sud il Vaticano. La sede della televisione pubblica da un lato; Dall’altra la Santa Sede. Due partner storici di Lux Vide.

Due criteri riassumono la sua vena editoriale, consolidata nel secolo, ma tendente al cielo. Nel catalogo casa troviamo la serie medica documento, il cui successo in RAI e TF1 ha portato, nel bel mezzo di una pandemia, a un remake americano. ma anche Leonardo, una biografia del santo, il genio del Rinascimento, che andrà in onda questo autunno su France 2. Or Don Matteo, con Terrence Hill, che da ventun anni segue le indagini su un poliziotto.

L’azienda è guidata dai fratelli Luca e Matilda Bernabé. I due gestori hanno portato lo staff sul tetto, sulla scia della salita, per festeggiare il centenario della nascita del padre Ettore. Classe 1921, questo fiorentino ha fondato la Lux Vide nel 1992, e l’ha guidata fino alla sua morte nel 2016. Giuseppe Corigliano, meglio conosciuto come “Pippo”, parla davanti a un pubblico. “Durante il mio intervento, ho ricordato come Ettore ha incarnato il credo dell’Opus Dei: santificazione attraverso l’azione”, È attestata la persona che fu portavoce italiana di questa tradizionale istituzione tra il 1976 e il 2011.

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Fu attraverso Pippo che Ettore si avvicinò all’Opus Dei. Poco dopo essersi conosciuti nel 1978, i due sono diventati amici. Al punto da passare tutte le domeniche insieme: “Ho preso un congedo da Ettore verso le 20, per permettergli di seguire il telegiornale… Fosse per me, lo proclamerei santo.Il 79enne è entusiasta del Napoli. Ma la famiglia ha il tempo e la voglia di intraprendere una simile procedura? ”

Vicinanza al potere a lungo termine

La Basilica di Sant’Eugenio è una delle quattro chiese romane affidate all’Opus Dei. Si trova ai piedi del raffinato quartiere Parioli, a 400 metri dall’ultima casa di Ettore Bernabei. Lì, la sera del giorno della sua vita, il vecchio veniva a pregare ogni mattina. Il suo funerale si è tenuto sotto la sua maestosa navata cinque anni fa, prosciugando l’élite cattolica e cattolica del paese. Domenica 16 maggio vi è stata celebrata una messa in sua memoria, in una piccola commissione. Hanno partecipato cinque dei suoi otto figli.

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