Il Giro d’Italia minacciato ancora – Notizie

Leo Hayter ha vinto sabato scorso il 45° Espoirs Tour of Italy (vedi classifica). Avrà un successore il prossimo anno? La domanda sorge perché il futuro dell’evento sembra tutt’altro che certo. Sta per scadere il contratto tra ExtraGiro, la società organizzatrice, e la Federazione italiana corse. Non sono convinto che continueremo‘, annuncia Marco Bavarini, organizzatore, a Diretto Velo. Nel 2017 la Federazione Italiana (supportata dall’allora manager David Cassani) ha rilanciato l’evento dopo una pausa di cinque anni. Ha distaccato ExtraGiro per tre anni, due volte (2017-2019, 2020-2022). “Ci stiamo avvicinando alla fine di un ciclo. Mi chiedo quale sia la competitività della classe Espoirs. Quanti corridori tagliano il traguardo e diventano straight pro? I migliori atleti di partenza”.

Se Marco Pavarini accetterà di supervisionare l’organizzazione del Giro, sarà con l’obiettivo di sviluppare i giovani talenti italiani. Il risultato dopo sei anni: nessun vincitore, un ultimo podio (Kevin Colleoni nel 2020) e quarti di tappa (13 su 52) vinti dagli italiani. “Il Giro non può risolvere tutti i problemi. La Figc deve escogitare un piano per far emergere il talento. Questo potere non è nelle mie mani. Non sono un leader, ma un organizzatore”. ExtraGiro realizza progetti che ruotano attorno alla bicicletta, legati alla promozione dello sport, al cicloturismo e alla promozione della mobilità sostenibile. In particolare ha organizzato i Mondiali di Imola nel 2020. Il gruppo nasce dalla fusione della Clinica della Comunicazione (società di comunicazione e PR) e della Nuova Ciclistica Placci 2013 SSD (società sportiva che da oltre 25 anni organizza gare giovanili ).

Più corto ma più costoso

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Un’altra preoccupazione: la redditività dell’evento. Anche se l’evento non è stato cancellato durante il coronavirus, il periodo 2020-2022 non è stato facile. “Il mondo è cambiato e l’economia della bicicletta è più complessa di prima. I marchi stanno investendo nei team e non più nelle organizzazioni, per non parlare della mancanza di visione per i partner. La gara non è stata trasmessa in diretta ed è gravemente carente di questo grande di conseguenza, è difficile trovare nelle città una fermata e un supporto”. Questo è anche il motivo principale per cui il Giro è passato da dieci a sette tappe. “Nonostante ciò, abbiamo ancora il 30% di spese in più rispetto allo scorso anno”, Si lamenta.

Marco Bavarini non ha però intenzione di interrompere la sua attività ciclistica, anzi. “Vogliamo continuare a investire nel ciclismo. Il team Strade Bianche Espoirs ha un brillante futuro davanti. Organizzeremo il Campionato Italiano Espoirs su strada a fine luglio e il Campionato Nazionale a settembre”. Se la decisione finale non è stata ancora presa, Marco Bavarini lascia pochi dubbi. ExtraGiro non dovrebbe organizzare il Giro d’Italia Espoirs la prossima stagione. La Federazione Italiana dovrà trovare un’altra rappresentativa capace di prendere le redini, altrimenti l’evento transalpino potrebbe scomparire ancora una volta dal calendario e, con esso, un grande appuntamento della classe Espoirs.

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