“Vediamo se ha i numeri in aula. Verifica chiusa? Sbagliato”

Presidente Renzi, qual è la sua opinione sul messaggio di fine anno del presidente Mattarella?
“L’ho apprezzato molto. Sono felice che al Quirinale ci sia un signore che interpreta al meglio il ruolo di garante delle regole che la Costituzione gli impone. Il passaggio su Europa e vaccini, poi, è stato semplicemente magistrale».

Mattarella ha lanciato un forte invito alla coesione, dicendo “è tempo dei costruttori” e “non vanno sprecate energie e opportunità nel perseguire illusori vantaggi di parte”. Credi che stesse parlando con un certo “scrapper” di sua conoscenza?
“Penso che si riferisse a tutti, ma in ogni caso è un passaggio con cui sono totalmente d’accordo. Abbiamo la più grande possibilità nella storia degli ultimi trent’anni: una massa di risorse mai vista prima per ricostruire l’Italia. Non possiamo sprecarlo. Ora o mai più”.

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Lo sai che l’Italia politica inizia l’anno appeso alla sua decisione sul governo? Quindi lo vogliamo dire subito: per lei è finito il governo Conte?
“Dipende da Conte prima e poi dal Parlamento, non da me. Abbiamo scritto le cose che non ci convincono in due documenti. Sono argomenti di merito, tanti. Se avessimo preso i soldi del MES in primavera oggi avremmo più risorse per accelerare la vaccinazione. Se avessimo sbloccato i cantieri, oggi avremmo meno soldi da spendere in cassa integrazione. Tuttavia, se le nostre idee sono fastidiose, andiamo all’opposizione. Abbiamo la schiena dritta, non cediamo al contenuto in cambio di tre poltrone ».

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Dapprima ha contestato la cabina di regia sulla ripresa, ma ora le sue altitudini a Palazzo Chigi vanno dall’utilizzo dei fondi Ue al Mes. Cosa chiedi in pratica al premier?
“Non più lì, ma hai visto cos’è successo?” Hanno cercato di approvare da un giorno all’altro un documento decisivo per il futuro del nostro Paese senza averlo letto. Non lo dico senza avercelo mostrato, ma nemmeno senza averlo letto. Quando il premier dice che questo non era un emendamento alla legge di bilancio e viene smentito dai suoi ministri, mi dispiace per lui: una volta ci siamo chiesti chi ha scritto i testi di Palazzo Chigi, ora la domanda è se c’è qualcuno che li legge. Chiedo solo serietà. Ecco un paese da ricostruire, abbiamo una piccola finestra di tempo in cui possiamo spendere trecento miliardi. Posso discuterne o devo semplicemente dire Sì ai documenti non rappresentabili? Perché se hai bisogno degli spacciatori, fallo senza di noi. Se hai bisogno di persone che studino i contenuti, invece, noi ci siamo. Questa è la differenza tra populismo e politica ».

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Un’altra zuffa è in corso sulla delegazione ai Servizi: in conferenza stampa di fine anno Conte ha detto che è lei a dover spiegare perché si chiede che venga indicata un’autorità delegata.
“Devo spiegarglielo? Devo spiegare al premier perché i suoi predecessori avevano uno stile che lui non rispetta? Berlusconi ha indicato Letta, Monti ha indicato De Gennaro, ho indicato Minniti. E anche prima Prodi ha indicato Micheli, D’Alema ha indicato Mattarella. Così è in tutto il mondo: Bush, Obama e Trump avevano il loro Consigliere per la Sicurezza Nazionale. E domani lo avrà Biden. Fa eccezione solo Conte. Perché Conte evidentemente si considera più capace di Berlusconi, Monti, Prodi, D’Alema, Obama, Trump messi insieme. Eppure, da quando il premier ha annunciato che verrà alla Camera, spiegheremo anche la nostra posizione sulle regole dell’intelligence: sono i servizi segreti, meritano rispetto “.

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Qui, appunto. Conte lancia la sfida in Parlamento. Non teme che la paura di tornare a votare spingerà una pattuglia di responsabili a salvare questo governo, vanificando l’azione di Italia Viva?
«Conte ha detto che verrà in Parlamento. A mio parere, ha sbagliato a chiudere in questo modo l’audit del governo. Ma se ha scelto di contare se stesso in classe, accettiamo la sfida. Lo ha fatto inoltre dal pulpito di una conferenza stampa mentre il Senato votava per la prima volta una legge finanziaria il 30 dicembre, senza possibilità di cambiarla. Uno scandalo istituzionale. Se si fosse preso la briga di venire in Parlamento anche ad ascoltare i senatori avrebbe potuto imparare qualcosa dal bel discorso di Luigi Zanda. Come sapete, ho spesso litigato con Zanda e su molte cose non condivido il suo pensiero: ma nel discorso che ha fatto ha dato a tutti una lezione sul rispetto delle istituzioni. Peccato che Conte abbia preferito evitare l’aula per inseguire l’ennesima diretta tv ».

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Ma non mi ha risposto. Conte ha annunciato di volerla sfidare in Parlamento. Non ha paura della creazione di una pattuglia di dirigenti o di possibili divisioni tra i senatori di Italia Viva?
“Non ho paura della libertà delle persone. Se qualche parlamentare vuole sostenere il governo Conte perché convinto dalle parole del premier, va bene. Mi fa sorridere che chiunque sia entrato in Parlamento per aprirlo come una scatoletta di tonno finisce per dipendere dalle mosse di Clemente Mastella. E lo dico con rispetto per Mastella, intendiamoci. Ma si chiama democrazia parlamentare e va bene così. Penso che il premier sia sicuro dei suoi conti, altrimenti avrebbe scelto la strada del confronto politico prima di andare in aula. Invece, come te, ho letto le tue parole sulla sfida in Parlamento e quindi ora attendo rispettosamente la convocazione del Senato ».

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Molti le attribuiscono progetti diversi per le conseguenze: lavorare per una premier del Pd o per un dirigente tecnico-istituzionale con Draghi premier. Quale soluzione immagina dopo Conte?
“In Italia c’è un solo presidente del Consiglio alla volta. Oggi si chiama Conte. E sembra molto fiducioso sui numeri, altrimenti in queste settimane avrebbe usato un tono diverso. Se invece va sotto, abbiamo varie soluzioni differenti che possono essere valutate dal Parlamento e dal Capo dello Stato. Anticipare ora la posizione di Italia Viva sarebbe irrispettoso per il Quirinale. La Costituzione dice che la legislatura va avanti finché ci sono numeri in Parlamento, non finché lo dice Conte ».

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Finora, tuttavia, Iv non è stata premiata nei sondaggi. Sei sicuro che gli elettori condividano questo inasprimento costante del governo che hai deciso di formare?
«Per me la politica è un progetto e una visione, non sondaggi. Non so cosa penseranno gli elettori quando andremo a votare. So che non posso lasciare il 160% del debito pubblico ai miei figli e nipoti che verranno senza che quei soldi vengano usati per qualcosa di utile. Serve quello che Draghi chiama “buon debito”: infrastruttura, non navigatore. Soldi per l’assunzione, non per stare sul divano. Hanno detto molte bugie su di me, dall’aereo di stato agli sms sul terremoto. La nuova bugia è che sono irresponsabile perché in tempi di pandemia non si può parlare di politica. Ma se la Germania ha duecentomila vaccinati e noi trentamila posso dire che si può fare di meglio? Se siamo scomparsi dal Mediterraneo, posso dire che possiamo fare di meglio? Irresponsabile non è chi fa proposte, irresponsabile è chi scrolla le spalle davanti a proposte serie. Quanto all’IV crescerà ma quello che mi interessa adesso è che l’Italia crescerà: il numero dei dipendenti, il numero dei vaccinati, il numero degli studenti che tornano a lezione ».

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È vero che nelle ultime settimane lei ha avuto colloqui con Berlusconi e Salvini, trovando la volontà di avere un ponte esecutivo fino al voto?
“No. Non li ho sentiti nemmeno per gli auguri di Natale. Mi fa ridere che queste voci siano fatte dai grillini che hanno governato a lungo con Salvini, facendo leggi assurde come Quota 100, Reddito di cittadinanza, decreti Sicurezza.
Durante i giorni di Natale, è vero che ha visitato Denis Verdini in carcere? Non aveva paura di, come dire, “compromesso”?
«Visitare il carcere è uno dei compiti istituzionali dei parlamentari: inoltre ci andavo anche quando ero in Provincia e Comune. Mettere in discussione questo diritto / dovere è un segno di barbarie legale. Quanto a Verdini, rispetto la sentenza della Cassazione: però a Natale sono stato felice di salutarlo perché è un amico e non abbandono le persone come fanno gli altri perché “potrei offuscare la mia immagine”. Per me i valori valgono più dei sondaggi, l’amicizia vale più delle immagini: è così che sono e ne vado fiero. E dopo la visita voglio ringraziare il direttore del carcere, le guardie carcerarie e tutti gli operai di Rebibbia per il lavoro che svolgono affinché la Costituzione sia applicata anche nelle carceri. La Costituzione: quella cosa che i populisti giustizialisti evidentemente non hanno mai letto ».
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