Individuata una gigantesca riserva di gas molecolare freddo nell’universo giovane
Una delle più antiche galassie mai osservate continua a sorprendere gli astronomi. Un gruppo internazionale di ricercatori ha identificato un’enorme riserva di gas molecolare freddo nella galassia Rebels-25, esistente quando l’Universo aveva appena 700 milioni di anni, meno del 5% della sua età attuale. La scoperta offre nuove informazioni sui meccanismi che hanno permesso alle prime galassie di crescere rapidamente nelle fasi iniziali della storia cosmica.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, è stato coordinato da Karin Cescon dell’Università di Leida, nei Paesi Bassi, con la partecipazione dell’Università di Pisa e di numerosi istituti di ricerca europei, americani e asiatici.
Il ruolo del gas molecolare nella nascita delle stelle
Il gas molecolare freddo rappresenta il principale “carburante” per la formazione stellare. Individuarlo in una galassia così distante nel tempo significa poter osservare direttamente i processi che hanno dato origine alle prime strutture cosmiche.
“Per la prima volta abbiamo una prova diretta che alcune galassie dell’universo primordiale erano estremamente ricche di gas molecolare, il combustibile da cui nascono le stelle”, ha spiegato Andrea Pallottini del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, tra gli autori della ricerca.
Secondo il ricercatore, comprendere le proprietà fisiche di questo materiale è fondamentale per ricostruire l’evoluzione delle prime galassie e capire come l’Universo abbia assunto la struttura osservabile oggi.
Le osservazioni con i grandi radiotelescopi internazionali
Decisivo il contributo di Alma e del Very Large Array
Il risultato è stato ottenuto grazie alle osservazioni effettuate con due tra i più avanzati radiotelescopi al mondo: il Very Large Array (Vla), negli Stati Uniti, e Alma, il grande osservatorio astronomico situato nel deserto di Atacama, in Cile.
Alla ricerca hanno collaborato anche l’Osservatorio di Leida, il National Radio Astronomy Observatory statunitense, l’European Southern Observatory (Eso), il Cosmic Dawn Center danese e numerosi atenei internazionali.
Gli scienziati sono riusciti a rilevare il segnale emesso dal monossido di carbonio presente nella galassia. Questa molecola viene utilizzata dagli astronomi come indicatore affidabile per stimare la quantità di gas molecolare disponibile all’interno delle galassie.
Una finestra aperta sull’universo delle origini
La scoperta rafforza l’idea che alcune galassie primordiali abbiano attraversato fasi di crescita estremamente rapide, producendo stelle a ritmi molto più intensi rispetto a quelli osservati nelle galassie moderne.
Per gli studiosi, i prossimi anni potrebbero segnare un’accelerazione decisiva nella comprensione dell’universo giovane. La nuova generazione di radiotelescopi permetterà infatti di estendere queste osservazioni a un numero molto più ampio di galassie lontane, offrendo immagini sempre più dettagliate delle prime epoche cosmiche.
Nuove prospettive per la cosmologia moderna
La scoperta di Rebels-25 rappresenta un passo importante nello studio delle origini dell’Universo. Individuare grandi quantità di gas molecolare in galassie così antiche aiuta gli astronomi a comprendere meglio come si siano formate le prime stelle e come le galassie abbiano potuto evolversi in tempi relativamente brevi dopo il Big Bang.
Un risultato che conferma il ruolo centrale delle grandi collaborazioni scientifiche internazionali e delle infrastrutture astronomiche avanzate nella ricerca sulle origini cosmiche.

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