Obbligatorio da inizio agosto per sedersi e mangiare al chiuso nei ristoranti in Italia, il Green pass (versione italiana della tessera europea dei vaccini) sta creando un assurdo paradosso nella penisola, come raccontano i nostri colleghi della Corriere della Sera. Sempre più regolarmente, infatti, i clienti in possesso del GreenPass si trovano costretti ad insediarsi al suo interno. Molte persone se ne lamentano sui social, come Alessandro Baschieri su Twitter.
La ragione ? I ristoratori non lo nascondono, ogni volta la stessa risposta: “Le terrazze sono per gli altri, i non vaccinati“, unIn prossimità dei mesi di chiusura, alcune strutture riservano quindi tavoli all’esterno per le persone che non possono legalmente stabilirsi all’interno. “SSe ti siedi fuori togli posto a chi non ha il Green Pass“. Discriminazione, soprattutto nei confronti dei vaccinati, che va malissimo in un paese noto per i suoi pasti in terrazza e in riva al mare.
C’è chi l’ha capito bene, quindi bisogna essere furbi per non finire in casa vicino ai bagni o alla cucina. E godersi il patio merita una piccola bugia sul GreenPass, per omissione.
Mentre il Belgio si interroga sulla necessità di un coronapass per l’HoReCa, l’esempio mezzo fico e mezzo grappolo italiano ha il merito di far riflettere.

Leonardo Moretti è autore per Barsport.net, dove si occupa di notizie, attualità, politica, economia, tecnologia, sport, intrattenimento e lifestyle. Il suo approccio editoriale si basa su una comunicazione chiara, accurata e facilmente comprensibile, con l’obiettivo di offrire ai lettori informazioni utili e aggiornate. Segue con attenzione gli sviluppi più rilevanti del momento, raccontando fatti e storie che hanno un impatto concreto sulla vita quotidiana e sugli interessi del pubblico.
