L’Italia saluta il leader dei tempi di crisi

Dopo sedici anni di regno, la sua longevità incute rispetto in un paese in cui i governi si susseguono.

Roma

Il 23 ottobre 2011, arrestato il primo ministro italiano Silvio Berlusconi, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel sogghignavano dopo essersi scambiati uno sguardo d’intesa. Angela Merkel potrebbe riprendersi e spiegare che stanno aspettando “L’Italia riduce credibilmente il suo debito”, il danno è fatto. Mentre i mercati si chiedono se l’Italia sarà il prossimo paese a cadere, l’affidabilità di Berlusconi, e attraverso di lui di tutta l’Italia, è in dubbio. Il 16 novembre La Ligue, che ha rifiutato qualsiasi riforma delle pensioni, ha rilasciato Berlusconi, il cui governo è caduto. Sarà sostituito da un governo tecnico guidato da Mario Monti, per il quale Angela non nasconde la sua simpatia.

Questa scena rimarrà a lungo una ferita aperta per Berlusconi, il cui quotidiano Il giornale attaccherà violentemente colui che non soprannomina molto elegantemente il “Grande culo”. Il suo entourage diffonderà la voce che la sua caduta sia stata dovuta solo a un colpo di stato ordito a Berlino, aiutato dalle banche tedesche che hanno venduto i loro

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