Partita da Izmir in Turchia, la barca sovraccarica è naufragata in una tempesta poco prima di raggiungere la costa calabrese.
Sabato, circa 5.000 persone hanno marciato a Steccato di Cutro, in Calabria, riferisce l’agenzia di stampa italiana Ansa. I manifestanti hanno deposto fiori e sollevato una croce di legno ricavata dal relitto della barca affondata. Tramite striscioni, i manifestanti hanno chiesto misure concrete per prevenire nuove tragedie. Un minuto di silenzio ha chiuso la manifestazione in questa cittadina di mare dove sono stati portati a riva i cadaveri degli annegati.
All’inizio della giornata, il mare ha nuovamente spinto tre corpi – quelli di due bambini e un adulto – sulla riva dello Steccato di Cutro, portando il bilancio delle vittime dell’affondamento a 76, ha confermato la polizia. I naufraghi sono ancora dispersi, mentre 80 persone sono sopravvissute.
Questo nuovo naufragio ha riacceso, in Italia e nel resto d’Europa, il dibattito su come affrontare la crisi migratoria.
Un aereo di pattuglia di Frontex, l’agenzia europea di sorveglianza delle frontiere, aveva avvistato la sera precedente un’imbarcazione a più di 40 miglia nautiche dalle coste italiane. Erano state schierate due motovedette, poi costrette a rientrare in porto a causa del mare mosso. Solo la mattina successiva è stata ricevuta una richiesta di soccorso, che ha richiesto il dispiegamento dei carabinieri e della guardia costiera. Ma quando sono arrivati sul posto, la barca era già affondata.

Leonardo Moretti è autore per Barsport.net, dove si occupa di notizie, attualità, politica, economia, tecnologia, sport, intrattenimento e lifestyle. Il suo approccio editoriale si basa su una comunicazione chiara, accurata e facilmente comprensibile, con l’obiettivo di offrire ai lettori informazioni utili e aggiornate. Segue con attenzione gli sviluppi più rilevanti del momento, raccontando fatti e storie che hanno un impatto concreto sulla vita quotidiana e sugli interessi del pubblico.
