Luna, scoperto un nuovo cratere grande quanto due campi da calcio

Luna, scoperto un nuovo cratere grande quanto due campi da calcio

Un nuovo cratere di notevoli dimensioni è stato individuato sulla Luna. La struttura, larga circa 222 metri e profonda fino a 43 metri, sarebbe stata generata dall’impatto di una cometa o di un asteroide con dimensioni paragonabili a quelle di un edificio di sei piani.

La scoperta è stata effettuata da Robert Wagner, scienziato impegnato nel programma Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA. Secondo il ricercatore, si tratta del “più grande cratere di recente formazione mai scoperto nel sistema solare”.

Il cratere McGetchin e le sue dimensioni

Il nuovo cratere è stato denominato McGetchin in omaggio a Tom McGetchin, geologo statunitense e pioniere degli studi sulla Luna.

La cavità si trova sul bordo orientale del satellite naturale della Terra e presenta dimensioni particolarmente significative. Con un diametro di circa 222 metri, occupa uno spazio paragonabile a quello di due campi da calcio.

La profondità raggiunge invece i 43 metri. Per rendere più immediata l’idea delle sue proporzioni, la NASA ha spiegato che lo spazio sarebbe sufficiente per “impilare all’interno tre scuolabus in verticale”.

Il cratere McGetchin risulta inoltre circa tre volte più grande rispetto al precedente detentore del record tra le strutture di recente formazione individuate dal Lunar Reconnaissance Orbiter.

La scoperta durante l’analisi delle immagini lunari

Una macchia luminosa attira l’attenzione del ricercatore

Il cratere si trova nella regione nord-orientale della faccia nascosta della Luna. Wagner lo ha individuato mentre esaminava sul computer una mappa dettagliata della superficie lunare.

L’attenzione dello scienziato è stata attirata da una macchia particolarmente luminosa, circondata da un’area più scura. Il confronto tra diverse immagini della stessa regione ha poi permesso di stabilire che si trattava di una formazione nuova.

“Mi sono fermato, ho lasciato perdere tutto e ho iniziato a cercare di capire cosa fosse quel punto”, ha raccontato Wagner.

Secondo le stime dei ricercatori, un impatto capace di produrre sulla Luna un cratere di queste dimensioni rappresenta un evento molto raro e potrebbe verificarsi mediamente soltanto una volta ogni 132 anni.

Immagini ad alta risoluzione per studiare l’impatto

La Narrow-Angle Camera ha permesso misurazioni più precise

Dopo l’individuazione iniziale, gli scienziati hanno utilizzato la Narrow-Angle Camera del Lunar Reconnaissance Orbiter per osservare il sito con maggiore precisione.

Lo strumento è in grado di acquisire immagini dettagliate della superficie lunare con una risoluzione di circa 90 centimetri per pixel. Le fotografie ravvicinate raccolte durante i passaggi della sonda sopra la zona dell’impatto hanno consentito di definire meglio forma, diametro e profondità della cavità.

Le osservazioni hanno inoltre mostrato gli effetti della collisione sul terreno circostante. Il materiale espulso durante l’impatto ha modificato l’aspetto dell’area intorno al cratere, fornendo agli studiosi ulteriori elementi per ricostruire la dinamica dell’evento.

Analizzando queste caratteristiche, i ricercatori hanno potuto formulare stime sulle dimensioni e sulla forza del corpo celeste responsabile dell’impatto, ritenuto comparabile per grandezza a un edificio di circa sei piani.

Un raro evento nella storia recente della Luna

La scoperta del cratere McGetchin offre agli scienziati una nuova opportunità per studiare gli impatti relativamente recenti sulla superficie lunare. In assenza di un’atmosfera densa come quella terrestre, la Luna conserva con particolare evidenza le tracce lasciate dalle collisioni con asteroidi, comete e altri frammenti rocciosi.

Le dimensioni eccezionali della nuova struttura rendono il cratere particolarmente interessante per comprendere meglio la frequenza e gli effetti degli impatti di grandi oggetti sulla Luna. Le osservazioni del Lunar Reconnaissance Orbiter continueranno a fornire dati utili per ricostruire l’evoluzione della superficie del satellite e individuare eventuali nuovi cambiamenti.

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