La Formula 1 prepara una profonda revisione della propria geografia mondiale. Con il limite fissato a 24 Gran Premi per stagione e l’introduzione della rotazione biennale per alcuni circuiti europei storici, Liberty Media valuta nuovi mercati e possibili ritorni. Tra le ipotesi più significative figurano Argentina e Hockenheim, mentre proseguono i progetti legati a Sudafrica, Ruanda e Thailandia.
Formula 1, il limite dei 24 Gran Premi cambia il calendario
Il calendario della Formula 1 dei prossimi anni si presenta come un complesso equilibrio tra tradizione e crescita internazionale. L’aumento dell’interesse globale verso la massima categoria automobilistica ha attirato sponsor e investitori, trasformando molti Gran Premi in importanti eventi economici e turistici per i Paesi ospitanti.
Con il tetto di 24 gare, già particolarmente impegnativo per piloti, squadre e personale, l’ingresso di nuovi appuntamenti richiede però scelte precise.
La strategia individuata da Liberty Media prevede una maggiore rotazione delle gare, soprattutto in Europa. Una soluzione che permetterebbe alla Formula 1 di entrare in nuovi mercati senza aumentare ulteriormente il numero complessivo degli eventi.
Spa e Barcellona verso la rotazione
Tra i circuiti coinvolti c’è Spa-Francorchamps. Lo storico tracciato belga entrerà in un sistema di alternanza biennale nel 2028 e nel 2030, mentre l’accordo complessivo è stato esteso fino al 2031.
Un percorso simile riguarda il Gran Premio di Barcellona. Nonostante il rinnovo fino al 2032, la presenza dell’appuntamento sarà garantita soltanto in alcune edizioni prestabilite: 2028, 2030 e 2032.
La riduzione dello spazio riservato all’Europa risponde alla volontà di rendere il Mondiale ancora più diversificato geograficamente. A incidere sulle strategie c’è anche il complesso scenario geopolitico del Golfo Persico, regione che attualmente ospita quattro appuntamenti.
Domenicali guarda all’Africa: Sudafrica e Ruanda in corsa
L’amministratore delegato della Formula 1, Stefano Domenicali, ha confermato che sono aperti diversi tavoli per valutare nuovi ingressi e ritorni importanti.
L’Africa resta uno dei principali obiettivi, essendo il grande continente attualmente assente dal calendario. Una delle soluzioni più immediate è rappresentata da Kyalami, vicino a Johannesburg, circuito che ha ospitato la Formula 1 dal 1967 al 1985 e successivamente nel 1992 e 1993.
La pista esiste già, ma sarebbero necessari interventi sulle infrastrutture circostanti. Parallelamente avanza il progetto del Ruanda, che potrebbe competere con il Sudafrica per riportare un Gran Premio nel continente.
Domenicali ha confermato i progressi: «Le trattative stanno procedendo molto bene in Africa.»
Hockenheim può riportare la Germania nel Mondiale
Un’altra possibilità riguarda Hockenheim, assente dal calendario della Formula 1 dal 2020. Il circuito tedesco potrebbe tornare nel medio periodo, sostenuto anche dalla crescita dell’interesse televisivo per il campionato in Germania.
Domenicali ha spiegato: «Per la prima volta abbiamo riallacciato i rapporti con la Germania, valutando la possibilità di contattare gli organizzatori di Hockenheim per capire se potremo tornare a correre lì nel medio termine, piuttosto che nel breve. Con il nuovo accordo con RTL, i numeri stanno cambiando e, per la nuova asta dei diritti televisivi sul mercato tedesco, avremo per la prima volta più di un operatore interessato. È un altro segnale che l’interesse sta crescendo in Europa.»
Il ritorno della Germania rappresenterebbe un recupero importante per uno dei mercati storicamente più rilevanti dell’automobilismo europeo.
Argentina e Thailandia tra le nuove opportunità
Anche l’Asia occupa una posizione centrale nei programmi di espansione. Tra le possibilità più concrete figura la Thailandia, dove il governo sta discutendo con i vertici della Formula 1 la realizzazione di un circuito cittadino a Bangkok. Restano tuttavia da risolvere diverse questioni logistiche e organizzative, soprattutto per quanto riguarda l’accessibilità dell’evento.
Contemporaneamente sono ripresi i contatti con l’Argentina, assente dalla Formula 1 dal 1998. Un ritorno permetterebbe al campionato di rafforzare nuovamente la propria presenza in Sud America.
«Il mercato dell’Estremo Oriente sta diventando un’altra area in cui le cose cresceranno in modo significativo e positivo. Abbiamo discussioni in corso in Sud America, dove c’è un forte interesse per un ritorno in Argentina, assente dal 1998, e nell’Estremo Oriente. Una cosa che posso confermare è che abbiamo ricevuto ulteriori richieste da Cina e Giappone, ma per ora vogliamo mantenere una sola gara in Cina per consolidare al meglio quel mercato prima di valutare un raddoppio.»
Una Formula 1 sempre meno eurocentrica
La rotazione dei circuiti e l’apertura verso Paesi pronti a investire per ospitare un Gran Premio mostrano la direzione intrapresa dalla Formula 1. Il principale obiettivo resta trovare un equilibrio tra l’eredità dei grandi tracciati europei e le opportunità commerciali offerte dai mercati emergenti.
Il calendario del futuro sarà quindi più flessibile e meno concentrato sull’Europa, alternando circuiti simbolo della storia automobilistica a nuove destinazioni internazionali. Argentina, Hockenheim, Africa e Thailandia potrebbero diventare tasselli decisivi di questa trasformazione.

Matteo Bianchi è autore per Barsport.net e si occupa di seguire notizie e temi di attualità in diversi settori, tra cui politica, economia, tecnologia, sport, intrattenimento e lifestyle. Il suo approccio si basa su una comunicazione chiara, accurata e orientata ai lettori, con l’obiettivo di offrire informazioni utili e facilmente comprensibili. Attraverso articoli aggiornati e contenuti affidabili, racconta fatti, sviluppi e storie che hanno un impatto concreto sulla vita quotidiana e sugli interessi del pubblico.
