Benjamin Garnier, grognard è morto per la città italiana di Laigueglia

Benjamin Garnier è nato il 7 febbraio 1783 a Vézénobres. Arruolato come volontario nel 52° reggimento di fanteria di linea il 6 luglio 1802, fu nominato caporale il 24 settembre 1803, sergente maggiore il 15 dicembre 1805, sergente maggiore il 19 luglio 1806, decorato con la Legion d’Onore il 14 luglio , 1809, e infine sottotenente il 12 settembre 1809. Partecipò alla campagna d’Italia nel 1804, dal 1806 al 1808 fece parte dell’esercito di Napoli poi, nel 1809 combatté in Germania e Ungheria prima di essere assegnato al comando di la guarnigione del 52° reggimento di fanteria di stanza a Laigueglia (paese della Liguria popolato oggi, come Vézénobres, da poco più di 1.800 abitanti).

Un onore insolito per un non autoctono

Protagonista di vari episodi armati per la difesa della città per tre anni, vi morì il 27 giugno 1812 durante un tentativo di sbarco inglese.

Filippo Schivo, residente in questo piccolo paese, ha reso omaggio a questo valoroso soldato in un libro che ripercorre la storia locale del luogo. “Benjamin Garnier, sottotenente del 52° reggimento di fanteria di linea nato a Vézénobres, dipartimento del Gard, era comandante di un battaglione di stanza a Laigueglia e composto da 40 uomini. Morì combattendo valorosamente contro il nemico inglese nella battaglia che ebbe luogo a Laigueglia durante lo sbarco nemico, sotto la loggia dell’Oratorio dell’Immacolata il 27 giugno 1812. Molto amato dalla popolazione, ebbe l’onore, non previsto per i non autoctoni di Laigueglia, da seppellire nella pieve di San Matteo. Il suo certificato di morte, conservato nell’archivio diocesano di Alberga e redatto dal parroco Garassino, ci racconta dell’onore concesso in modo eccezionale alla sepoltura nella chiesa parrocchiale..”

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Don Sebastiano Badaro, altro eroe locale, specificava nelle sue memorie nel 1875: “Jrendiamo omaggio alla memoria dell’eminente M. Garnier, comandante di quelle poche truppe francesi che erano a Laigueglia. Persona molto onesta anche eccellente, molto stimata e ben vista nel paese. Sorpreso e sopraffatto in questo oratorio dal numero schiacciante di nemici, combatté eroicamente fino alla fine e, fedele al suo stendardo, spada in mano, affrontò la morte con forza e senza paura”.

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