Rivoluzione femminista, rivoluzione umana | JDM

La ribellione delle donne in Iran, che ha colpito il mondo intero, non è solo una ribellione: è una rivoluzione.

Per un semplice motivo: non si accontentano di sfidare una parte del regime dei mullah in vigore dal 1979. Stanno attaccando il suo simbolo principale, attraverso il quale ha preso il controllo del corpo delle donne, facendo dell’egemonia un segno della sua vittoria.

In Iran chi attacca il velo attacca il pilastro ideologico del regime. Una donna che si toglie il velo diventa subito una scheggia. Chi lo brucia sfida il sistema. Migliaia di donne che fanno lo stesso stanno conducendo una rivoluzione. a rischio per la loro vita.

Inoltre, dal 1979, l’islamismo che si proponeva di conquistare l’Occidente ha fatto del velo il suo principale slogan.

Iran

Il velo si impadronisce dello spazio pubblico prima di imporre altri simboli. Ogni volta che i diritti delle donne si allontanano, come li vediamo quotidianamente in Europa.

L’islamismo hijab trasforma le donne in bandiere corporee del loro progresso, che ne siano coscienti o meno.

L’Islam politico è persino riuscito a convincerci, attraverso la sua meravigliosa manipolazione ideologica, che oggi questo simbolo è il simbolo della diversità. Il Canada ha fatto una caricatura di questa visione del mondo.

Tutto questo non è lontano dal disagio delle femministe occidentali di fronte alla rivoluzione in Iran. Ma mi correggo. Sto parlando piuttosto di questo movimento femminista che ha unito le diverse ideologie, che da alcuni anni si sforza di farci accettare il velo ovunque, a casa, e che caratterizza coloro che lo ammettono con il minimo fastidio di essere islamofobi.

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Come reagiranno alle donne iraniane che si strappano il velo e li bruciano?

Per rotazione retorica.

Ci dicono che non stanno combattendo l’hijab, ma per la libertà di scegliere se indossarlo o meno. La loro lotta sarà la stessa delle donne musulmane che qui combattono per il diritto di indossarlo.

Questo si chiama prendere gli stupidi.

Non c’è equivalenza simbolica tra indossare l’hijab e non indossarlo. Ci sono limiti alla relatività.

La storia delle civiltà è importante, anche la storia delle religioni è importante e il velo islamico non è un simbolo fluttuante che può essere ridotto a un pezzo di stoffa.

Nel nostro Paese rappresenta il progresso di un’ideologia irresistibile che intende soggiogarlo. Per quanto il secolarismo possa fungere da barriera contro di esso.

La rivoluzione delle donne in Iran è femminista e umana allo stesso tempo.

Come mostri solidarietà alle donne iraniane?

  • Ascolta l’intervista a Mathieu Bock-Côté e Richard Martineau trasmessa in diretta ogni giorno alle 10 via Radio QUB :

piuma

Primo, non riproducendo ciò che denunciano qui a casa.

Poi, denunciando, ripeto, coloro che affermano che la loro lotta è la stessa di quella delle donne in Occidente che reclamano il diritto di indossarla sempre.

Di tanto in tanto, devi combattere le bugie degli ideologi.

Ad esempio, ora.

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