L’Egitto rimuove il velo da una città che fu sepolta 3000 anni fa

Il Cairo | L’Egitto, che sta cercando di ravvivare l’interesse per il turismo culturale e l’egittologia, organizza sabato una visita di alto profilo in un’antica città di oltre 3000 anni che è stata recentemente portata alla luce nel sud del paese dopo essere stata sepolta per migliaia di anni.

La scoperta, annunciata giovedì in un comunicato stampa della missione archeologica, sarà presentata alla stampa sabato dal famoso archeologo ed ex ministro delle Antichità Zahi Hawass, che ha guidato gli scavi.

“La missione archeologica (…) ha scoperto una città sepolta (…) risalente al regno di re Amenhotep III, che continuò ad essere utilizzata dal re Tutankhamon, cioè 3000 anni fa”, conferma il comunicato.

“La scoperta di questa città perduta è la seconda scoperta archeologica più importante dalla tomba di Tutankhamon”, ha detto Betsy Bryan, professore di egittologia alla Johns Hopkins University, secondo il comunicato stampa.

La notizia della scoperta si è diffusa ampiamente sui social venerdì, con le poche foto che le autorità hanno gentilmente dovuto postare in attesa di sabato.

Segue diverse altre pubblicità di antiquariato negli ultimi anni.

Inoltre arriva giorni dopo che 22 carrozze che trasportavano mummie dei re e delle regine dell’antico Egitto hanno attraversato il Cairo in una spettacolare processione per raggiungere il Museo Nazionale della Civiltà Egizia (NMEC), la nuova sede di questi resti reali.

A gennaio a Saqqara, il sito a una quindicina di chilometri a sud delle famose piramidi sull’altopiano di Giza, le autorità hanno rivelato al pubblico nuovi “tesori”, tra cui una cinquantina di bare del Nuovo Regno che hanno più di 3000 anni.

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Dopo anni di instabilità politica associata alla rivoluzione popolare del 2011, che ha inferto un duro colpo al turismo, l’Egitto cerca di tornare visitatori, soprattutto promuovendo il turismo culturale, in particolare i siti dell’antico Egitto.

La nuova scoperta si trova sulla sponda occidentale del Nilo vicino a Luxor, luoghi già ricchi di monumenti dell’Egitto faraonico come la Valle dei Re o il Tempio della Regina Hatshepsut.

“In salute”

In particolare, le fotografie dell’antica città scattate giovedì dalle autorità mostrano una rete di muri in mattoni appartenenti, secondo il comunicato, al re Amenhotep III.

Amenhotep III salì al trono nel 1391 aEV e morì nel 1353. Sono stati scoperti oggetti in città, compresi gioielli e ceramiche recanti il ​​suo sigillo, a conferma della data.

Con il suo solito entusiasmo, il signor Hawass, in un comunicato stampa, ha descritto questa “città d’oro perduta” come “la più grande città antica d’Egitto”.

A volte i suoi coetanei lo accusano di essere un uomo d’affari paranoico privo di rigore scientifico, Hawass risponde presentando le sue precedenti scoperte archeologiche, che considera “significative”.

La missione ha iniziato i lavori di scavo nel settembre 2020 tra i templi di Ramses III e Amenhotep III vicino a Luxor, 500 chilometri a sud del Cairo.

“Nel giro di poche settimane, con sorpresa della squadra, iniziarono ad apparire formazioni di mattoni di fango”, si legge nel comunicato. Il sito è “in buone condizioni, con pareti quasi complete e stanze piene degli strumenti della vita quotidiana”.

Secondo Betsy Bryan, questa scoperta consentirà in particolare di “fornire uno sguardo raro sulla vita degli antichi egizi durante le ore più floride del (nuovo) impero”.

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La città era costituita da “tre palazzi reali (…) oltre al centro amministrativo e produttivo dell’impero”. Ma gli archeologi hanno scoperto anche una “zona di preparazione del cibo” con un “panificio”, “area amministrativa” e un “laboratorio” di costruzione.

Furono scoperti due “mucche o tori”, oltre a un corpo umano “insolito”.

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