Italia: la pandemia accentua il calo di matrimoni e divorzi


C ‘è un fenomeno direttamente collegato alla crisi del coronavirus. In Italia, la pandemia ha provocato un vertiginoso calo di matrimoni e divorzi nel 2020, accentuando un trend che va avanti da molti anni, secondo i dati provvisori pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), questo giovedì 18 febbraio. Nel primo trimestre del 2020, colpito solo in parte dalla pandemia di coronavirus, i matrimoni sono diminuiti di circa il 20% rispetto allo stesso trimestre del 2019, mentre i vari procedimenti di separazione e divorzio sono diminuiti dell’11-20%, precisa l’Istat.

Il secondo trimestre del 2020, quello duramente colpito dall’epidemia e dalle restrizioni in vigore, compresa la stretta reclusione di circa due mesi, ha registrato un impressionante calo dell’80% dei matrimoni nell’arco di un anno e di circa il 60% per alcune tipologie di separazione e divorzio, secondo queste cifre provvisorie. Continua quindi, con l’aumentare dell’età media dei coniugi, la tendenza osservata prima dell’inizio dell’epidemia che gli italiani si sposano sempre meno negli anni. È passato da 32,1 anni per gli uomini nel 2008 a 33,9 anni nel 2019 e da 29,4 anni nel 2008 per le donne a 31,7 anni nel 2019.

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Un’altra caratteristica degna di nota espressa da questo studio in questo Paese dalla forte tradizione cattolica: il costante aumento dei matrimoni civili che ora sono più numerosi di quelli celebrati in chiesa. L’Italia è così passata dal 2,3% dei matrimoni civili nel 1970 al 36,7% nel 2008, raggiungendo il 52,6% nel 2019, indica l’Istat.

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