Comprare uno smartphone costerà sempre di più: la memoria RAM supera il processore nei costi di produzione

Comprare uno smartphone costerà sempre di più: la memoria RAM supera il processore nei costi di produzione

L’aumento del prezzo delle memorie sta modificando gli equilibri dell’industria degli smartphone e potrebbe tradursi in rincari sempre più evidenti anche per i consumatori italiani. Un nuovo rapporto di Counterpoint Research evidenzia come, nel secondo trimestre del 2026, il costo di DRAM e NAND abbia registrato un’impennata senza precedenti, influenzando la produzione di dispositivi di tutte le fasce di mercato.

Le memorie diventano la componente più costosa degli smartphone

Secondo il rapporto BoM & Teardown pubblicato da Counterpoint Research, tra aprile e giugno 2026 i prezzi delle memorie DRAM e NAND sono aumentati di oltre l’80% rispetto al trimestre precedente.

Si tratta di un incremento che incide direttamente sul Bill of Materials (BoM), ovvero il costo complessivo delle componenti necessarie per assemblare uno smartphone. Di conseguenza, i produttori si trovano costretti a rivedere sia le configurazioni hardware sia i prezzi di vendita dei dispositivi.

Per il mercato europeo, Italia compresa, questo scenario potrebbe tradursi in listini più elevati e in una minore disponibilità di modelli economici, proprio mentre la domanda resta orientata verso smartphone con maggiore capacità di memoria e prestazioni più elevate.

La fascia economica è quella più penalizzata

I costi aumentano fino al 70%

Gli smartphone di fascia bassa sono quelli che stanno subendo l’impatto più significativo in termini percentuali. Counterpoint stima che, nel secondo trimestre del 2026, il costo delle componenti per dispositivi con caratteristiche simili sia cresciuto del 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La responsabilità principale è attribuita proprio all’aumento del prezzo delle memorie. Per evitare margini troppo ridotti o addirittura perdite economiche, diversi produttori hanno scelto di ridurre gli ordini e limitare la disponibilità dei modelli entry-level.

Parallelamente, il peso di DRAM e NAND sul costo complessivo di produzione continua a crescere. Secondo le stime della società di analisi, queste componenti passeranno dal rappresentare il 13% del BoM registrato nel primo trimestre del 2025 fino al 43% previsto entro il terzo trimestre del 2026.

Anche la fascia media deve rinunciare a parte dell’hardware

Gli effetti della crisi delle memorie si estendono anche agli smartphone di fascia media.

In questo segmento il costo della distinta base è aumentato del 52%, mentre DRAM e NAND rappresentano ormai circa il 40% del costo complessivo del dispositivo.

Processori e fotocamere sacrificati per contenere i prezzi

Per mantenere i prezzi entro livelli competitivi, molti produttori stanno intervenendo su altri elementi della scheda tecnica. Counterpoint segnala infatti una tendenza a utilizzare processori meno performanti oppure sistemi fotografici meno sofisticati rispetto a quanto inizialmente previsto.

L’obiettivo è contenere l’aumento del prezzo finale senza compromettere eccessivamente la competitività dei prodotti.

Neppure gli smartphone premium sfuggono ai rincari

La situazione coinvolge anche il segmento premium.

Secondo Counterpoint, il costo di produzione dei modelli di fascia alta è aumentato di quasi il 50%, con un cambiamento significativo nella distribuzione dei costi interni: la memoria DRAM ha infatti superato il System-on-Chip (SoC), diventando la singola componente più costosa all’interno di uno smartphone top di gamma.

Gli aumenti che avevano inizialmente interessato i dispositivi economici e quelli di fascia media stanno quindi raggiungendo anche i modelli più costosi.

Le versioni da 1 TB saranno sempre più care

L’impatto risulta ancora più evidente nelle configurazioni con elevata capacità di archiviazione.

Counterpoint stima che un ipotetico iPhone 18 Pro Max da 1 TB potrebbe richiedere quasi 300 dollari in più per essere prodotto rispetto all’equivalente iPhone 17 Pro Max, pari a circa 255 euro di maggior costo.

Per limitare gli effetti dei rincari, i produttori potrebbero ampliare le differenze di prezzo tra i vari tagli di memoria oppure ricorrere a memorie NAND meno costose nelle versioni con maggiore capacità.

L’arrivo dei chip a 2 nanometri aumenterà ulteriormente i costi

A complicare ulteriormente il quadro contribuirà la prossima generazione di processori realizzati con processo produttivo a 2 nanometri.

L’introduzione dei nuovi SoC comporterà un’ulteriore crescita dei costi per gli smartphone di fascia alta. Nonostante eventuali aumenti dei prezzi di vendita, Counterpoint prevede margini lordi leggermente inferiori rispetto ai modelli equivalenti commercializzati nel 2025.

Il rischio, secondo gli analisti, è che una quota sempre maggiore del budget venga destinata alle memorie, rallentando gli investimenti in display più avanzati, comparti fotografici evoluti e altre innovazioni visibili agli utenti.

In questo scenario, la memoria non rappresenta più soltanto una caratteristica tecnica, ma uno degli elementi che determineranno in misura crescente il prezzo degli smartphone nei prossimi mesi.

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