Crisi del riciclo della plastica: a rischio la raccolta differenziata anche nelle Marche

Crisi del riciclo della plastica: a rischio la raccolta differenziata anche nelle Marche

Saturazione dei magazzini e mercato fermo: cresce l’allarme nel Pesarese

La crisi del riciclo della plastica sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti in Italia e rischia ora di compromettere anche il sistema della raccolta differenziata nei Comuni della provincia di Pesaro e Urbino. La difficoltà nel collocare sul mercato la plastica riciclata, unita alla saturazione dei centri di stoccaggio, sta mettendo sotto pressione l’intera filiera dei rifiuti.

Marche Multiservizi (MMS), la società che gestisce il servizio ambientale sul territorio, ha lanciato un nuovo allarme alle istituzioni locali e nazionali, chiedendo interventi immediati per evitare il blocco del sistema.

Marche Multiservizi: “Servono soluzioni rapide ed efficaci”

Pesaro, 15 giugno 2026 – Dopo una prima segnalazione inviata nelle scorse settimane a Provincia, Ata e Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica, MMS ha trasmesso un secondo avviso, ancora più urgente, a Prefettura e Regione Marche.

Secondo quanto comunicato dall’azienda, la principale criticità riguarda il drastico rallentamento della domanda di materie plastiche ottenute dal riciclo e dalla rigenerazione degli scarti industriali. Una situazione che ha causato un accumulo crescente di materiale nei centri di raccolta e nei magazzini autorizzati.

Il nodo economico: la concorrenza della plastica vergine

Alla base della crisi vi sarebbe soprattutto il forte calo di competitività della plastica rigenerata rispetto alla materia prima vergine, venduta sul mercato internazionale a prezzi molto bassi, in particolare da produttori asiatici, soprattutto cinesi.

Questa dinamica sta penalizzando l’intera industria europea del riciclo, già alle prese con costi energetici elevati e normative ambientali più stringenti rispetto ad altri mercati internazionali.

Impianti vicini al limite

I tecnici di MMS spiegano che anche le strutture alternative individuate per il conferimento dei rifiuti plastici sono ormai prossime alla saturazione.

“In assenza di un intervento decisivo da parte di Corepla, secondo gli obblighi previsti dalle normative e dagli accordi contrattuali, esiste il rischio concreto e imminente che gli impianti di destinazione smettano di accettare la plastica proveniente dalla raccolta differenziata”, sottolinea l’azienda.

Uno scenario che potrebbe avere conseguenze dirette sui cittadini e sui servizi comunali.

Possibile riduzione della raccolta differenziata

Se non verranno individuate rapidamente nuove soluzioni operative, Marche Multiservizi potrebbe essere costretta a chiedere ai sindaci del territorio di limitare temporaneamente la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica.

Parallelamente, la società potrebbe sollecitare gli enti competenti a individuare nuovi siti per il trattamento o, in casi estremi, per lo smaltimento dei rifiuti accumulati.

Una prospettiva che rappresenterebbe un duro colpo per il sistema di gestione ambientale costruito negli ultimi anni, soprattutto in una regione come le Marche che ha investito molto nella raccolta differenziata e nell’economia circolare.

Una crisi che coinvolge tutta Italia

Il problema, però, non riguarda soltanto il territorio pesarese. La difficoltà nella gestione della plastica riciclata interessa numerose aree del Paese e sta assumendo una dimensione nazionale.

Secondo Utilitalia, la federazione che rappresenta le aziende dei servizi pubblici locali, i quantitativi di plastica stoccati nei centri di raccolta italiani risultano quasi raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2025.

L’associazione sottolinea inoltre che la crisi non dipende da inefficienze dei gestori della raccolta differenziata, ma da uno squilibrio strutturale del mercato del riciclo.

L’appello al Ministero dell’Ambiente

Marche Multiservizi auspica ora un intervento coordinato del Ministero dell’Ambiente insieme a Corepla e alle associazioni di categoria per individuare misure straordinarie capaci di sbloccare il sistema.

Tra le ipotesi al vaglio vi sarebbero incentivi all’utilizzo di plastica riciclata, nuovi accordi industriali e il potenziamento degli impianti di trattamento.

Nel frattempo, cresce la preoccupazione tra amministrazioni locali e operatori del settore: senza interventi tempestivi, il rischio è che una delle principali conquiste ambientali degli ultimi decenni, la raccolta differenziata della plastica, possa entrare in una fase di forte criticità.

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