Un nuovo Dpcm e un decreto legge per il Natale 2020 in zona rossa ma con due parenti

Un nuovo Dpcm e un decreto legge per Natale 2020 e Capodanno in zona rossa. Ma non c’è ancora un accordo definitivo al governo né sulle date della stretta né sulle rinunce per il pranzo del 25 dicembre. E c’è chi scrive che anche il decreto legge potrebbe arrivare. Ma dopo aver fatto trapelare la sua intenzione di intervenire ieri, Giuseppe Conte ha rinviato ad oggi tutti gli appuntamenti decisivi per la chiusura delle ferie: oggi tra mezzogiorno e le 3 è previsto un incontro con le Regioni, il Consiglio dei Ministri è previsto per le 18 e da quel momento ogni momento sarà utile per dare attuazione alle nuove regole, che comunque “salvano” il weekend del Grande Esodo (19 e 20 dicembre) e potrebbero arrivare anche sabato.

Un nuovo Dpcm e un decreto legge per il Natale 2020 in zona rossa ma con due parenti

Dopo aver praticamente annunciato un piano che prevede la zona rossa in tutta Italia il 24, 25, 26 e 27 dicembre 2020, il 31 e l’1, 2 e 3 gennaio 2021, Palazzo Chigi è stato impegnato insieme alla Farnesina nella liberazione dei pescatori italiani detenuti in Libia. E nel frattempo, la linea dura è tornata a farsi sentire all’interno della maggioranza, quella guidata dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal responsabile degli Affari regionali Francesco Boccia che vuole la zona rossa dal 24 dicembre al 7 gennaio. L’ipotesi, dicono fonti governative, è ancora sul tavolo ma il premier non ha intenzione di chiudere l’Italia per due intere settimane durante le ferie. La mediazione che prevede il lockdown a singhiozzo resta la scelta più probabile anche se in campo c’è anche l’ipotesi di una zona arancione nei giorni non festivi (28, 29 e 30 dicembre e 4, 5 e 6 gennaio) , così come quella di espandere la zona rossa all’Epifania e il giorno prima (5 e 6 gennaio). E quindi le ipotesi in campo attualmente restano tre:

  • tutta Italia in zona rossa dal 24 al 27 dicembre e dal 31 al 3 gennaio, con possibilità di aggiungere il 5 e il 6; negli altri giorni sarà in vigore il regolamento della zona gialla;
  • tutta l’Italia in zona rossa dal 24 dicembre al 7 gennaio, condotta dai “rigoristi”;
  • tutta l’Italia in zona arancione nei giorni non festivi o ante festivi e rossa negli altri giorni;

Occorre anche chiarire la possibilità di consentire ancora gli spostamenti tra i piccoli comuni, la possibilità di andare a trovare anziani e di avere a tavola altri due parenti non conviventi, anche se su questo punto l’ala di rigore è ferma sulle sue posizioni . Tuttavia, secondo i giornali, non dovrebbe controllare, che oggi confermano l’intenzione di derogare alle regole per il pranzo (o la cena) di Natale consentendo “due ospiti” e anche con l’ipotesi di non contare gli under 14 all’interno del regolamento . Il Corriere della Sera anticipa la possibile formulazione della regola dei due ospiti nel prossimo Dpcm: “Lo spostamento verso abitazioni private è consentito nel limite di due persone per ciascuna di esse, in aggiunta a quelle che già vi abitano”. Bisogna poi vedere, prosegue il quotidiano, se il premier riuscirà a convincere i ministri che “non ci sono innumerevoli bambini under 14”, come nel blocco deciso dalla Merkel in Germania. Conte potrebbe anche decidere di emanare solo un decreto legge (senza il Dpcm) inserendo la limitazione riguardo al grado di parentela di coloro che possono visitare. E il termine “parenti”, lanciato durante la serrata di marzo, potrebbe dunque tornare in auge, ma nella sua più ampia estensione: in quel caso via libera anche a rapporti stabili, fidanzati e compagni. Allo stesso modo, il governo è orientato a non introdurre alcuna condizionalità sul fatto che le persone da accogliere o visitare debbano essere anziani fragili.

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Pranzo (o cena) di Natale 2020 con due ospiti e l’esenzione per gli under 14

Il piano del premier prevede quindi di consentire visite a parenti stretti (fino al secondo grado) e apre la strada alla cena in Italia in zona rossa a Natale. La scelta del doppio strumento (decreto legge e Dpcm) sembra ad oggi obbligatoria per motivi legali, visto che le limitazioni alla libertà di circolazione sono state regolamentate tra il 2 e il 3 dicembre proprio attraverso un decreto legge e un decreto ministeriale. Ma secondo alcune testate si potrebbe anche scegliere la strada di un unico strumento legislativo, che però potrebbe prestarsi ai ricorsi (davanti al tribunale amministrativo regionale di Roma). Secondo Repubblica sarà una deroga all’autocertificazione in caso di controlli e che consentirà così il ricongiungimento familiare, pensato per gli anziani soli o per due fratelli che altrimenti passerebbero il Natale 2020 da soli. I criteri indicati sono due:

  • consentire incontri tra parenti non conviventi solo per il primo e secondo grado di parentela: genitori e figli, nonni e nipoti, fratelli; zii, cugini e amici sono esclusi;
  • comunque la deroga sarà consentita ad un massimo di due persone: un bambino che va a trovare il padre può farlo solo insieme ad un’altra persona e l’ospite potrà aprire la porta di casa ad un massimo di due familiari che non vivono insieme.

Il quotidiano parla anche di una conferenza stampa serale con la quale Conte presenterà le nuove regole. E dice che intanto il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero dell’Interno fornirà un dato che giustifichi l’inasprimento: l’indice di contagio Rt per la prima volta in un mese e mezzo rimarrà stabile a 0,8 e non cadrà: anzi, potrebbe anche rialzarsi. Anche secondo Il Messaggero la deroga si applicherebbe solo con il limite di due persone che sarebbe valido anche durante il viaggio in automobile. E questo comporterebbe una selezione dolorosa, vista la tradizione di trascorrere il Natale insieme a più famiglie. Ma c’è chi dice no: la deroga, secondo Boccia, “rischia di aprire una falla nel sistema di prevenzione dei contagi, in quanto renderebbe difficilissimi i controlli” da parte delle forze dell’ordine. Se le regole alla fine saranno quelle di cui parliamo oggi, ad esempio, sarà consentito viaggiare in auto senza autocertificazione nei giorni in cui la zona rossa non è in vigore (ma verrà utilizzata in caso di bando zona arancio), tranne durante il periodo di coprifuoco (in tal caso si applicano motivi di lavoro, salute o necessità).

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19-20 dicembre: ultimo weekend in zona gialla per gli italiani

Intanto la data più recente da annotare in calendario è quella del 21 dicembre, quando entreranno in vigore le limitazioni alla circolazione del decreto legge n. 158 del 2 dicembre e del Dpcm 3 dicembre (ma sarà sempre consentito rientrare nella propria residenza, nel proprio domicilio o nell’abitazione principale). La data non è stata scelta a caso perché ha lasciato “libero” il weekend del 19 e 20 dicembre, dove i treni e gli autobus a lunga percorrenza sono già esauriti e il ministero dell’Interno ha già disposto i controlli nelle stazioni e negli aeroporti. Il fine settimana è anche l’ultimo “libero” per lo shopping natalizio e quello in cui il ministero dell’Interno ha disposto lo spiegamento di 70mila uomini per fermare i raduni.

In attesa del Natale del governo Dpcm, il comitato provinciale ordine e sicurezza della capitale, presieduto dal prefetto Matteo Piantedosi, ha confermato anche per il prossimo fine settimana il piano di controllo e moduli anti-raduno, il cosiddetto “Modello Roma”. Oltre 1200 uomini tra Polizia, Carabinieri, Polizia locale e Protezione civile, saranno quindi impegnati a presidiare le aree commerciali a rischio di raduno, sulla stessa mappatura delle scorse settimane. Il dispositivo, ripreso anche da altre città italiane, sarà finalizzato, come riferito dalla Prefettura, “alla massima attenzione” per evitare concentrazioni di persone e violazioni della normativa anti-Covid-19. Secondo quanto trapelato, nel caso in cui il governo decidesse di inasprire le misure preventive per il Natale, il Comitato si riunirà immediatamente per programmare gli adeguamenti dei controlli. Da fonti di polizia, l’agenzia di stampa Dire apprende che con ogni probabilità, in caso di zona rossa generalizzata, la polizia seguirà i modelli operativi di impiego e controllo già utilizzati nel primo blocco dello scorso marzo.

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Tra gli irriducibili contrari a qualsiasi zona rossa c’è ancora il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, che in un’intervista a Repubblica oggi ribadisce la sua posizione: “Non intendo assolutamente banalizzare o sottovalutare ciò che stiamo vivendo perché sono stato il primo a chiudere, ma credo che il sistema di misure diverse per le regioni basato sui colori corrispondenti alla gravità della situazione abbia funzionato e debba essere mantenuto anche durante le vacanze natalizie “. Ma i sondaggi gli danno torto: l’ultimo sondaggio sull’emergenza coronavirus e le vacanze pubblicato da Euromedia Ricerca di Alessandra Ghisleri sostiene che solo il 6% della popolazione è disposta ad aggirare eventuali blocchi per viaggiare a Natale e Capodanno, mentre l’80% degli italiani sono pronti a rispettare le regole: e ci sono più “obbedienti” al Sud che al Nord. E ancora: un sondaggio di Antonio Noto appena due settimane fa ha rilevato che solo il 41% era contrario all’introduzione del coprifuoco dalle 22:00 alle 7:00 di Capodanno


“Il Natale è più rischioso di Ferragosto – dice Boccia -. Dovremo trascorrerlo in casa ciascuno per tutelare i più fragili e gli anziani”. “Sbaglia molto chi pensa a feste e cene”, aggiunge, che elogia il leghista Zaia per la decisione di chiudere i comuni. “Non possiamo più aspettare”, ha detto il presidente veneziano parlando al governo, “Il mio non è un atto di eroismo, ma ora dobbiamo affrontare la realtà”. La realtà è che Zaia prima ha chiesto al governo la zona rossa e poi ha firmato un documento insieme a Matteo Salvini e altri governatori di centrodestra chiedendo al governo di non fare la zona rossa. Poi ieri ha promulgato la sua ordinanza.

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