Tutto è andato bene: tutto quello che sappiamo sul toccante dramma di François Ozon

L’ispirazione viene dal romanzo di Emmanuel Bernheim “Tutto va bene”, che racconta la sua storia e quella di suo padre, il quale, colpito da un ictus, chiede alla figlia di aiutarlo a morire mentre viene trasportato in Svizzera.

Un soggetto essenziale, ma ricco di possibili aspetti, per un film che riesce a rimanere sottile, senza cadere nel discorso fluido. Questo drama, incentrato sul tema dell’eutanasia, non è un film di condanna, ma un film dedicato al rapporto padre-figlia in uno dei momenti più dolorosi della loro vita. Ozone sa come colpire le corde giuste e riesce a coinvolgere il pubblico, anche se non ha molto talento come regista.

Spiegazioni eccellenti

Nonostante la mancanza di sequenze particolarmente memorabili, il design generale funziona e dimostra ancora una volta la capacità di Ozon di affrontare argomenti discutibilmente complessi con il giusto approccio guida: il tema della morte e quegli addii apparentemente inevitabili. Long Walk, 2005 “The Time That Remains” Dialogo eccellente e gli attori che lo spiegano. Il cast, in ottima forma, è composto da grandi nomi come Sophie Marceau, Andre Dussolier, Charlotte Rampling e Hannah Shigulla. Hana Schigula, musa ispiratrice di Rainer Werner Fassbinder, funge anche da collegamento con il prossimo progetto del regista francese, scelto per aprire il prossimo Festival di Berlino: “Peter von Kant”, remake di “Le lacrime di amarezza di Petra von Kant”. Uno dei film più memorabili del regista tedesco.

America Latina

America Latina”, terzo film dei fratelli D’Innocenzo dopo il loro esordio a sorpresa con i potenti e controversi “La terra dell’abbastanza” e “Favolacce”, è un attesissimo film con Elio Germano nei panni di un dentista che sembra avere tutto dentro vita: affari Stupenda, una bella casa e una famiglia che ama molto.Scritto dagli stessi registi, “America Latina” è un film che ha molto in comune con il precedente film “Favolacce”, in termini di stile e temi coperto: soprattutto, una famiglia apparentemente perfetta che nasconde più di un segreto. Rispetto al film “Favolacce”, incentrato su un vero cast di personaggi, qui il focus è tutto sul protagonista, di cui prendiamo il punto di vista e chi condividiamo le sue paure e tensioni.Il film è capace di suspense, soprattutto grazie a un primo sviluppo pienamente funzionale capace di suscitare curiosità, ma poi perde vitalità, affidandosi a forzate svolte narrative.Con il passare dei minuti, parte del l’ingaggio iniziale è perso, nonostante lo straordinario talento di D’Innocenzo nella gestione di Photo e td إدارة es sons: la capacité, presque unique en Italie, de générer des suggestions à travers de petits bruits et de légers mouvements de caméra est encore intate mais, étant donné leur grande artistique, on aurait sans aucun do ute ant puage » Latin america ” .

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Laurent Garnier: fuori dagli archivi

Infine, un riferimento a un bellissimo documentario uscito questa settimana nelle nostre sale: “Laurent Garnier: Off the Record”. Diretto da Gabin Revoir, il film racconta la vita artistica di Laurent Garnier, uno dei dj più famosi al mondo e pioniere della musica techno, e il suo successo nella scena musicale dagli anni ’80 ad oggi. Il suo recente tour mondiale e le intriganti interviste e testimonianze, questo film è un vero viaggio esistenziale attraverso la vita di un artista che, dopo poche serie, è diventato una sorta di testimonianza dell’ultima grande rivoluzione musicale del XX secolo. Presentato come evento speciale al recente Festival dei Popoli, è uno dei documentari musicali più interessanti ed emozionanti degli ultimi anni.

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