Testimonianza di una giocatrice di pallavolo del suo club penalizzata per aver portato Move Italia

LE SCAN SPORT – La giocatrice si trova al centro di una lotta con i suoi ex dirigenti, mettendo in luce la difficile situazione delle atlete che si prendono cura delle loro madri durante la loro carriera.

Una giocatrice di pallavolo, in conflitto con un ex club che si ritiene abbia dovuto affrontare sanzioni pecuniarie per la sua gravidanza due anni fa, si raduna in Italia sullo status sportivo di una donna in relazione alla maternità. L’Associazione Atleti Difesa, Assist, ha annunciato l’intenzione di arrestare il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il Comitato Olimpico Italiano (CONI) per migliorare la tutela degli sport non professionistici.

All’origine del movimento, un messaggio postato su Facebook dalla giocatrice di pallavolo Lara Logley, domenica, alla vigilia della Giornata internazionale della donna. La 41enne racconta di come il suo contratto sia stato interrotto nel marzo 2019 quando, sotto una clausola, è rimasta incinta mentre giocava in un club di terza categoria a Pordenone. Ha spiegato di aver avuto un aborto spontaneo e di non essere tornata in questo club.

Citazione a comparire in tribunale

Due anni dopo questo episodio, Lara Logley ha ricevuto una citazione a comparire in tribunale, su richiesta del club che riteneva di aver subito danni a seguito di questa violazione del contratto. Il club ha risposto al giocatore, che a sua volta ha chiesto il pagamento dell’ultimo stipendio di febbraio 2019 (circa 1.000 euro secondo la stampa italiana).

Lara Logley Facebook

In questa citazione, pubblicata dal giocatore su Facebook, il club con status di dilettante spiega che l’assenza del proprio capitano avrebbe avuto conseguenze sui risultati sportivi e avrebbe portato al ritiro degli sponsor. Il club critica anche il suo ex giocatore, che ha 38 anni, per non averlo informato del suo desiderio di avere figli.

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“Se una donna rimane incinta”, scrive Lara Logley, “non può fare del male a nessuno, né dovrebbe risarcire nessuno”. Il club ha dichiarato, in un comunicato, che questa citazione mira a “difendere” la richiesta finanziaria del giocatore e non presentare una richiesta di risarcimento.

Il governo prende posizione per il giocatore

Per quanto riguarda l’Associazione Aiuti, “questo caso non è solo unico e non solo relativo alla pallavolo, ma evidenzia una pratica indegna” nei club che non hanno uno statuto professionale. Elena Bonetti, ministro della Famiglia italiano, ha sostenuto il giocatore, così come Maristella Gelmini, un altro membro del governo, che ha denunciato un “rapporto ridicolo e vergognoso”.

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