tranne – Le scoperte della relatività, della meccanica quantistica, della complessità degli esseri viventi, della morte termica dell’universo e, soprattutto, del Big Bang sono sufficienti per trasformare i miscredenti di oggi? autori Dio e la scienza ne sono la prova convinto di esserlo.
Il 18 dicembre, il telescopio James Webb sarà lanciato da Kourou, in Guyana, e sarà posto in orbita intorno al Sole, a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Un’alternativa a Hubble rileverà il “volto di Dio” nel debole bagliore delle galassie lontane? autori di libri Dio, Scienza, Evidenza, Michel-Yves Bollory e Olivier Bonassi non hanno bisogno di essere convinti: l’hanno già visto.
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Quindi seguono con entusiasmo le tappe del viaggio scientifico più emozionante dell’umanità. Nel 1992, l’astrofisico premio Nobel George Smoot ha fotografato la prima luce cosmica di un universo ancora errante, 380.000 anni dopo il Big Bang. La sua foto mostrava un ovale bluastro screziato di zafferano e arancioni. Lo dobbiamo a lui che abbiamo detto prima dell’American Physical Society: “È come vedere il volto di Dio.»
Studiosi e fede
Da allora, gli osservatori di questo passato di 14 miliardi di anni hanno continuato ad accumulare nuovi elementi e decenni
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Giulia Ferrara è autrice per Barsport.net e si occupa della copertura di notizie di attualità, politica, economia, tecnologia, sport, intrattenimento e lifestyle. Il suo approccio editoriale si basa su una comunicazione chiara, accurata e orientata ai lettori, con l’obiettivo di rendere le informazioni facilmente comprensibili e utili. Segue gli sviluppi più rilevanti del momento, raccontando fatti, tendenze e storie che hanno un impatto concreto sulla vita quotidiana e sull’interesse del pubblico.







