Preferì di nuovo la traccia dei rulli rubati

La Commissione parlamentare antimafia italiana ha appena pubblicato un rapporto sulla morte del regista. Secondo lei, questo è stato probabilmente un atto deliberato legato al plagio dei negativi del suo film “Salo” – una traccia che è stata respinta dalla giustizia nel 2015.

circostanze della morte Pierpaolo Pasolini Sarà mai chiarito? A quasi cinquant’anni dall’assassinio del regista, avvenuto il 2 novembre 1975 a Ostia (Roma), la Commissione parlamentare antimafia italiana ha pubblicato un rapporto, pubblicato il 16 dicembre 2022. Il rapporto si basa sulle ultime inchieste giornalistiche condotte di “Ho nuovamente e definitivamente fatto crollare l’ipotesi iniziale”.. Il tragico esito di una lite tra un omosessuale e una giovane prostituta.

Anche Pino Pelosi, minorenne di 17 anni condannato per l’omicidio del poeta a quasi dieci anni di carcere, ritrattò trent’anni dopo, dichiarandosi innocente e accusando estranei che lo avrebbero minacciato di morte. I genitori se non se ne assumono la responsabilità. Dopo il suo annuncio è stata aperta una nuova inchiesta poi chiusa con l’archiviazione nel 2015.

Svantaggi dell’indagine giudiziaria. “Le conclusioni sbagliate che sono state trovate nelle settimane e nei mesi successivi al delitto” Non è mai sfuggito a chi è vicino a Pasolini, né ai giornalisti o ai cineasti che hanno condotto inchieste indipendenti, denunciando “omicidio politico”. La maggior parte di loro segue la scia dell’attacco deliberato, stimolato dai casi che Pasolini ha scritto e indagato – tra l’altro, la corruzione del mondo politico e la sua corresponsabilità in attacco terroristico che ha insanguinato l’Italia, a cominciare dal bombardamento di piazza Fontana A Milano nel dicembre 1969.

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La commissione avvalora l’ipotesi, respinta dal tribunale che ha archiviato la causa nel 2015, che Pasolini si sarebbe recato a Ostia per recuperare le bobine dei suoi negativi cinematografici. Salò o 120 giorni di SodomaE il È stato rubato qualche mese fa. Senti Maurizio Apatino, “pentito” La malavita romana, che ha confermato la sua partecipazione al furto di fascicoli, conferma questa ipotesi. Come sentire la giornalista investigativa Simona Zecchi, che ha raccontato alla commissione la sua intervista all’ex poliziotto Nicola Longo, che ha raccolto le bobine pochi mesi dopo la morte di Pasolini, e la sua intervista al montatore del film, Ugo De Rossi, a conferma “molto importante” Fotografie rubate dall’autore. Questa teoria era già stata sostenuta, nel 2005, dal regista Sergio Setti, convinto che l’esca che attirò Pasolini a Ostia fosse proprio la possibilità di recuperare i negativi del suo ultimo film, la cui anteprima era prevista a Parigi. 3 novembre 1975 .

In questo contesto, un atto deliberato della malavita rumena, forse nei confronti della nuova guerriglia fascista, secondo una lettura di Simona Zecchi – che ha anche indicato che“Un certo numero di persone sono ancora vive.” Sarebbe in possesso di informazioni essenziali su questo crimine – sarebbe ragionevole, secondo la commissione. Quest’ultimo, quindi, ha chiesto la riapertura delle indagini sul movente e le modalità dell’uccisione. I parenti di Pasolini, dal canto loro, esortano gli altri testimoni di allora a rompere il silenzio per poter accertare la verità. prima che sia troppo tardi.

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