Luisa Villani Ocellini: L’ideale rivoluzionario di un’Europa federale (1/3)

Attivista federalista impegnata in prima linea nel primo gruppo organizzato di Federalisti a Roma durante l’occupazione nazifascista, Luisa Villani Ocellini contribuì, tra l’altro, alla stesura dei primi numeri della rivista Federalisti Italiani. UNITA Europa La scrittura segreta l’ha accolta nella sua casa. Nonostante i pericoli a cui era esposta sotto il regime fascista e l’opposizione che incontrava anche nell’ambiente politico federale, continuò instancabilmente a propugnare dal basso l’idea di una “rivoluzione europea”, per costruire un’unione che garantisse bene -essere e benessere. pace per tutti: La città virtuosa? Tutte le conquiste della storia, prima che esistessero, erano chiamate “utopie” “.

Scrittrice, illustratrice, insegnante e attivista politica insignita della Croce di Guerra per il suo ruolo nella Resistenza, Luisa Villani Ocellini rimane una figura finora sconosciuta. Questo numero di FédéFemmes si basa su un’intervista ad Antonella Braga, studiosa specializzata in pensiero antifascista e federalista europeo, che fa luce sulla carriera di Luisa Villani-Oscelini, in particolare nella storia del federalismo europeo. l’autore dell’articolo Tra storia dell’integrazione europea e storia di genere. Il contributo a Luisa Villani Usellini (1010-1989) alla battaglia federalista Antonella Braga sta ultimando la pubblicazione di un saggio biografico su Luisa Villani Ocellini presso l’Università di Losanna. Tra le opere prodotte da “Ada Rossi” (Unicubli, 2017), che sono state trattate in Pensieri N. 189, Studia in Ernesto Rossi Giacobino Federale. Ernesto Rossi è il pioniere dell’unità statistica in Europa (Redattore: Il Molino, 2007). Ha contribuito all’ultima edizione della Federal Press su Ernesto Rossi, L’Europa di domani e altri scritti federalisti (1944-1948) La nazione nel mondo: socialismo e federalismo.

Giovani e formazione

Nata il 3 giugno 1910 a Milano, il padre, Giovanni Villani, era un ufficiale dell’esercito italiano, promosso generale poco prima dell’inizio della prima guerra mondiale, mentre la madre, Maria Dalla Croce, donna intelligente e colta, era anche la figlia di un soldato di carriera.

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Profondamente colpita dalla tragica morte del padre (suicidatosi dopo la disfatta di Caporetto nel 1917) quando aveva solo sette anni, Luisa, insieme al fratello maggiore Carlo, fu educata secondo i valori risorgimentali italiani: senso di responsabilità nei confronti della famiglia e della “Patria” come comunità di valori e di solidarietà.

Luisa viene educata da bambina ad Arona (in Piemonte, sulle sponde del Lago Maggiore), dove la sua famiglia si stabilisce nel 1915. Lì stringe rapporti determinanti per il suo futuro, tra cui l’amicizia nata a scuola con Rita Eisenberg. , che condivide la sua passione per l’arte. Questa lunga amicizia interseca anche il percorso federale delle due donne: Rita Eisenberg, insieme al marito, Mario Alberto Rollier, ospiterà l’incontro di fondazione di Movimento federalista europeo (MFE), sezione italiana dell’UEF, nell’agosto del 1943. Durante i suoi anni ad Arona, Luisa conoscerà altre persone che le permetteranno di coltivare la sua passione per l’arte e sviluppare il suo apprendimento della pittura.

Nel 1923 si trasferisce con la famiglia a Bergamo (Lombardia), dove completa gli studi presso l’Istituto Tecnico Commerciale Vittorio Emanuele II. Negli anni 1926-1928 prese lezioni di economia da Ernesto Rossi (poi coautore di Il comunicato di Ventotene), anche se conduceva a Bergamo una pericolosa vita clandestina che gli impediva ogni discussione politica con i suoi studenti. Eppure, come mostrano i diari di Louisa, qualcosa degli insegnamenti di Rossi è rimasto vivo in lei, in particolare il richiamo a leggere i grandi autori della letteratura europea tra cui Tolstoj, Dostoevskij, Shaw e Kipling, e a guardare criticamente alla retorica nazionalista del fascismo . regime.

Già nel 1928 annota sul suo taccuino personale i suoi inizi a mettere in discussione i sentimenti nazionalisti, al di là dell’idea di patria imposta dal regime fascista: ” patriottismo? Ma se pensi che Dio abbia creato gli esseri umani e li abbia messi sulla terra per vivere insieme per aiutarsi a vicenda, allora queste sono parole prive di significato. Perché io sono nato da una parte delle Alpi e tu dall’altra, dobbiamo odiarci e ucciderci? Ma no, questa è una sciocchezza. Quali sono i limiti? Perché ci sono dei limiti? È brutale “.

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Terminati gli studi e trasferitasi a Milano nel 1930, Luisa attraversa un periodo di profonda crisi: desidera proseguire gli studi in campo artistico, ma la situazione economica della famiglia e le convenzioni imperanti all’epoca le impongono un’altra scelta.

Doppia vita durante il regime fascista

Nel 1935 sposò il giornalista e scrittore Guglielmo Occellini (1906-1958) e con lui si trasferì a Roma, dove accettò di lavorare come correttore di bozze e sceneggiatore per il Ministero della Stampa e della Propaganda. Nel 1937 nacque il figlio Daniel.

L’appartamento degli Ucellini è frequentato da molti intellettuali e scrittori, il che non fa che alimentare un senso di malessere in Louisa, che rimane scontenta di non proseguire gli studi. Così cerca di dedicarsi alla lettura e agli studi artistici, e ricomincia a disegnare e scrivere. In particolare pubblica due racconti originali per bambini: Angeli sui tetti Tradotto e pubblicato anche in tedesco, e Guerra ai castelli in aria.

Nonostante ciò, il sentimento di insoddisfazione continua e gli provoca ansia psicologica, costringendolo a lasciare Roma per le cure. Inoltre, fu un momento molto difficile con l’irrigidimento del regime fascista e il graduale riavvicinamento dei coniugi Occellini alla clandestinità antifascista.

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