L’Italia guida la fionda contro la fine del motore a combustione nel 2035

L’Italia guida la fionda contro la fine del motore a combustione nel 2035
L’Italia ritiene che mentre Bruxelles può avere obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni, la sua politica dovrebbe rimanere neutrale sulla scelta delle tecnologie EMANUELE CREMASCHI/Getty Images via AFP

Una dozzina di paesi sono ostili ai termini della politica climatica di Bruxelles.

Roma

Il Consiglio “Ambiente” di questo 28 giugno a Bruxelles rischia di essere teatro di un grave stallo tra la Commissione e un gruppo di dieci Paesi ostili alle modalità della sua politica climatica, tra cui l’Italia in testa. Il suo ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, arriva con l’intenzione di spostare le linee verso un compromesso che soddisfi le case automobilistiche italiane. Se non si oppongono al passaggio all’auto elettrica, ritengono che l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO₂ del 100% entro il 2035, con la chiave è il divieto di vendere veicoli diesel in Europa in quella data. oa benzina, ma anche ibridi e ricaricabili, oa GPL oa metano, è soprattutto una scelta ideologica.

“Questa scelta inequivocabile, che segna l’abbandono delle più avanzate tecnologie di propulsione su cui si posiziona la maggior parte delle aziende italiane, è incomprensibile”

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