La Tunisia decide di ricaricare i rifiuti italiani

Mercoledì 27 gennaio 2021, in un comunicato stampa, il Ministero degli Affari Locali e dell’Ambiente ha espresso gli sforzi compiuti dalle proprie agenzie nell’ambito della questione rifiuti italiana, in coordinamento con altri enti, tra cui il ministro. Per gli affari esteri, l’ambasciatore della Tunisia a Roma, il funzionario del contenzioso, il capo del governo e il suo servizio.

Oltre a sostenere la posizione del nostro Paese che chiede il rispedizione dei rifiuti italiani nel più breve tempo possibile, i servizi del Ministero sono in contatto con le autorità italiane per lo scambio di dati e documenti relativi a questa pratica, il tutto in coordinamento con le segreterie delle Convenzioni di Basilea e Bamako sull’import ed export di rifiuti novità del tema.

Il Ministero ha inoltre rinnovato il suo impegno a difendere i diritti del nostro Paese.

A ricordo dei fatti, una società tunisina, dopo aver sfidato le leggi che vietano l’importazione di rifiuti domestici, ha stipulato un accordo con una società italiana per importare 120mila tonnellate di rifiuti all’anno, equivalenti ai rifiuti prodotti dalla Greater Tunis Company per rifiuti domestici. 15 giorni per 48 euro la tonnellata (circa 150 dinari). L’importo totale del contratto è di circa 18 milioni di dinari all’anno.

Diversi arresti sono stati effettuati in relazione al caso alla fine di dicembre 2020, tra cui il ministro degli Affari locali e dell’ambiente licenziato, Mustafa Laroui, il suo capo del personale, e un certo numero di dirigenti e alti dirigenti, nonché membri della dogana.

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