La siccità storica mise in ginocchio l’agricoltura italiana

Inviato il 25 luglio 2022, 15:31Aggiornato il 25 luglio 2022 alle 16:04

L’agricoltura italiana è in pericolo. A lanciare questo grido d’allarme è stato il Sindacato Coldiretti, principale sindacato del settore, in un rapporto che delinea le conseguenze tangibili dell’attuale ondata di caldo. Nei primi sei mesi del 2022 le temperature sono balzate di due gradi sopra le medie storiche italiane. Durante l’inverno e la primavera passati, i tassi stagionali di neve e pioggia sono crollati rispettivamente del 60% e dell’80%.

In questo contesto, il Paese è stato colpito dalla peggiore siccità degli ultimi 70 anni, costringendo il governo a dichiarare lo stato di emergenza. L’inizio dell’estate è stato segnato anche dal micidiale crollo del ghiacciaio della Marmolada nelle Alpi italiane e dal proliferare degli incendi. Dal 15 giugno gli interventi dei vigili del fuoco sono stati più di 33.000, ovvero 4.000 in più rispetto allo scorso anno contemporaneamente.

Un quarto del territorio è minacciato dalla desertificazione

Sui media internazionali sono circolate immagini del deserto del Delta del Po, principale riserva idrica delle zone più fertili del Paese. Proprio come le risaie dell’Emilia-Romagna che si stanno prosciugando completamente.

Coldiretti iniziò a valutare i danni. Sono già più di 3 miliardi di euro e raggiungeranno i 6 miliardi di euro entro la fine dell’estate, ovvero il 10% del valore della produzione agricola nazionale. Un quarto del territorio italiano è ormai minacciato dalla desertificazione.

Tutti i raccolti subiranno pesanti perdite quest’anno. Quelli di grano duro utilizzati per la pasta e di grano tenero per la panificazione diminuiranno in media rispettivamente del 20 e del 30%, con punte del 40%. Riso e mais crolleranno del 30 e del 50%.

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Il crollo della produzione agricola

La disidratazione colpisce anche gli animali. Le mucche bevono fino a 140 litri di acqua al giorno, rispetto ai soliti 70 litri, e producono il 20% di latte in meno. Abbastanza per mettere in ginocchio l’agricoltura italiana. Il bacino padano, il più colpito, rappresenta quasi il 40% della produzione agricola nazionale.

La produzione di olio d’oliva sarà inferiore del 30% rispetto al 2021, con un picco del 40% in Puglia, la principale regione produttrice. Su scala più ampia, l’intero settore ortofrutticolo sarà soggetto a severe sanzioni. In alcune zone il caldo ha distrutto il 70% di frutta e verdura, soprattutto meloni, albicocche e melanzane. La raccolta del pomodoro è iniziata presto e la resa è già inferiore dell’11%. Le perdite nelle esportazioni di frutta e verdura (il cui fatturato è di circa 5 miliardi di euro) sono stimate in oltre 1 miliardo di euro.

Gli agricoltori italiani, già alle prese con un aumento del 170% dei prezzi dei fertilizzanti a causa della guerra in Ucraina, chiedono l’assistenza del governo. Ad inizio mese Mario Draghi ha annunciato la creazione di un fondo da 36,5 milioni di euro, ma la caduta del suo governo ne ritarderà l’avvio. Secondo Coldiretti, la sopravvivenza del 46% delle aziende agricole è ormai minacciata.

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