Italia: la Meloni vuole eleggere il presidente del Consiglio a suffragio universale

Italia: la Meloni vuole eleggere il presidente del Consiglio a suffragio universale

Il governo di Giorgia Meloni, al potere da un anno, è il settimo governo che l’Italia ha conosciuto negli ultimi dieci anni. Per combattere questa instabilità, l’esecutivo vuole modificare la costituzione e indire elezioni a suffragio universale diretto per il primo ministro. “È la madre di tutte le riforme”, ha annunciato venerdì alla stampa il primo ministro, dopo la sessione del gabinetto.

Secondo il disegno di legge, gli elettori italiani dovranno, in futuro, scegliere direttamente il primo ministro e non votare più per liste di partiti che poi si accorderanno, a seconda dei risultati ottenuti e delle alleanze parlamentari, su un nome per guidare il potere esecutivo.

La lista – o coalizione di liste – associata al nome del candidato alla carica di primo ministro che ottiene il maggior numero di voti beneficia di un bonus nel numero di seggi per garantire la maggioranza assoluta in Parlamento.

Questo disegno di legge prevede inoltre che se due mozioni di sfiducia verranno votate di seguito, il Parlamento verrà automaticamente sciolto e verranno organizzate nuove elezioni legislative, poiché i promotori di questo testo scommettono che gli eletti non rischieranno il loro seggio.

Questa clausola fa sì che il Presidente della Repubblica, figura molto stimata in Italia, perda parte dei suoi già limitati poteri, poiché finora ha avuto il potere di nominare un candidato alla carica di Presidente del Consiglio o di sciogliere il Parlamento.

Il percorso della riforma resta incerto: ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione, qualsiasi revisione deve essere approvata due volte, da entrambi i rami del Parlamento alle stesse condizioni e con un intervallo di non meno di tre mesi tra ogni voto.

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Potrebbe essere necessario indire un referendum

Se gli ultimi due voti non raggiungono i due terzi dei seggi, si dovrà indire un referendum. Tuttavia, la coalizione di governo attualmente non dispone di questa maggioranza dei due terzi sul testo proposto.

“Non credo che privare il presidente dei suoi poteri sia una cosa molto popolare, e non mi sorprenderei se la proposta di legge, ndr) fallisse nel referendum”, ha detto Franco Pavoncello, presidente della John Cabot University. Roma.

L’opposizione sta conducendo una guerra contro questa riforma costituzionale.

Per i deputati Riccardo Maggi (Bio Europa, centrosinistra) e Nicola Fratoianni (Sinestra Italiana, sinistra), ciò serve a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dal progetto di bilancio 2024, adottato all’insegna dell’austerità e lontano dalle promesse elettorali del Parlamento . Coalizione di governo. Opinione condivisa da Chiara Braga, presidente del Partito Democratico (centrosinistra).

Ha commentato che la riforma “mina il modello di governo parlamentare, limita gravemente i poteri del Presidente della Repubblica e indebolisce i poteri e il ruolo del Parlamento”.

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