Italia: Firenze con i lottatori “Calcio Storico”, un misto di calcio, wrestling e rugby

Ogni anno lo stesso rituale. Niente maglietta, tatuaggi degni di guerrieri Maori e cinquantaquattro giocatori di calcio storico Sfidatevi in ​​Piazza Santa Croce, una delle più belle piazze del centro di Firenze.

Questi atleti muscolosi indossano con orgoglio i colori della loro regione: i Bianchi (bianchi) combattono per Santo Spirito, gli Azzurri (gli azzurri) per Santa Croce, i Russi (i Rossi) per Santa Maria Novella e Verdi (i verdi) per San Giovanni . Queste storiche roccaforti della città aspettano con ansia il torneo di giugno, tre partite in totale, ma per loro si allenano durante tutto l’anno circa 400 atleti dilettanti, che sperano di essere selezionati. Lo fanno prima, individualmente, ognuno nella propria specialità (lotta, rugby, ecc.). Poi collettivamente, nei quattro mesi che precedono il torneo, fino a sei ore a settimana. Fino agli anni Novanta, calciando Non aveva esperienza ed era reclutato tra i potenti e potenti del quartiere: buttafuori di discoteca, mobili, spiega Marino Vieri, 44 anni, capitano dei Bianchi, ristoratore in Santo Spirito. Oggi siamo molto preparati. E veniamo da ambienti più diversi. Ci sono artigiani e uomini d’affari…”

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Il calcio storico Non sempre scatenava molto le emozioni. Certamente questo esclusivo sport fiorentino, che affonda le sue origini in epoca romana e praticato da popolazioni nel medioevo, ha visto ore di gloria durante il Rinascimento. Il calciando Poi facevano parte del bel fiore della nobiltà (molti Medici vi giocavano). Ma cadde in abbandono nel Settecento. Fu rilanciato due secoli dopo, dopo una partita organizzata nel 1930, in occasione del 400° anniversario dell’Assedio di Firenze. Il sovrano fascista dell’epoca lo vide come un modo per consolidare le tradizioni locali e rivendicare l’invenzione del calcio da parte degli italiani.

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Oggi, qualunque sia il passato, il Calcio fiorentino La città si è accesa durante l’ultimo, 24 giugno, giorno di San Giovanni, patrono di Firenze. Sul ring la carneficina inizia dai primi istanti dei cinquanta minuti di match. Quasi nessuna regola (sono vietati solo gli attacchi avanti e indietro o due contro uno). Così i centrocampisti si lanciano sugli avversari, con pugni e piedi o con tutto il loro peso, in interventi impietosi. La loro missione: fare spazio agli attaccanti, corridori ad alta velocità che avanzano la palla verso i bersagli del campo avversario. A fine partita, fratture, conchiglie e punti di sutura sono molto più numerosi di inseguendo (Obiettivi). Quando la partita non si trasforma in una rissa pubblica, come la partita del 2017 tra Bianchi e Azuri, dove la polizia antisommossa ha dovuto separare le parti in guerra!

📸 Immagini: A Firenze rinasce Arno.

Il file di Florence è stato pubblicato in formato Rivista Geo aprile 2021 (n. 506).

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