Italia – Arbitri di Serie A sotto sorveglianza: Rigori troppo facili da concedere, domande sul VAR

In Italia non ci stanchiamo mai di parlare di arbitrato. La bufera in questi giorni sta soffiando particolarmente forte sugli “uomini in nero”, accusati di avere il fischietto troppo facile per concedere sanzioni e di abuso della videoassistenza. “Siamo solo a novembre, sono passati solo undici giorni, e non a marzo quando si gioca il titolo e il mantenimento, eppure gli arbitri sono già in subbuglio.“, ha osservato martedì Il Corriere dello sport, dedicando un dossier a “caos arbitrale”.

Discutere e ridiscutere sull’arbitrato è una vera passione in Italia, paese della “moviola”, termine usato per indicare la moviola delle azioni e per estensione per tutte le analisi delle decisioni arbitrali, dissezionate in televisione e sui giornali. E gli esperti hanno trovato molto da discutere nelle ultime settimane. In particolare, un discutibile rigore concesso a fine gara alla Juventus nella sfida contro l’Inter di fine ottobre, che ha permesso ai bianconeri di strappare il pareggio (1-1).

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Ci sono giocatori di qualità in Italia, allenatori di qualità, una nazionale campione d’Europa, ma nessuno capisce i criteri arbitrali

Diverse decisioni controverse hanno scandito anche, domenica, AS Roma-Milan (1-2): un rigore concesso ai rossoneri per un fallo leggero su Zlatan Ibrahimovic, poi un altro non fischiato per i giallorossi, su un’azione simile a quella vinta a rigore alla Juve contro l’Inter. Furioso, José Mourinho chiedeva di più”rispetto“per la sua Roma. Anche il moderato direttore sportivo del club giallorosso Tiago Pinto ha condiviso le sue perplessità, su Sky Sport:”Ci sono giocatori di qualità in Italia, allenatori di qualità, una nazionale campione d’Europa, ma nessuno capisce i criteri arbitrali.”

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Un punto cristallizza le critiche: la facilità con cui gli arbitri italiani fischiavano nelle aree di rigore, concedendo troppi “rigorini”, questi “piccoli rigori”. Secondo La Gazzetta dello Sport, la Serie A è in vantaggio per numero di rigori assegnati in questa stagione tra i cinque maggiori campionati europei, più del doppio di quelli di Inghilterra e Germania. I giocatori in Champions League appaiono così a volte confusi dalle differenze tra l’arbitrato in Italia e quello praticato sulla scena internazionale, dove i fischi sono generalmente meno numerosi.

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Gli stessi funzionari degli arbitri italiani vorrebbero maggiore coerenza, secondo i media. “La richiesta della dirigenza è chiara: porre fine ai tentativi degli attaccanti di mettere il piede tra il difensore e la palla solo per essere toccata. Queste non sono sanzioni, ma astuzia“, ha scritto il vicedirettore di La Gazzetta dello Sport, Andrea Di Caro, in un recente editoriale.

Sui rigori, abbiamo chiesto una soglia alta, vogliamo sanzioni molto gravi“, assicurato a inizio ottobre Gianluca Rocchi, incaricato di nominare gli arbitri. Questo dirigente ha insistito particolarmente sull’importanza della videoassistenza (VAR) per correggere i possibili errori, ma anche su questo punto gli arbitri non sfuggono alle critiche. Il tecnico dell’Inter Simone Inzaghi, sul famoso rigore concesso alla Juve, ha deplorato l’eccessivo zelo dell’assistente video, mentre”l’arbitro era molto vicino all’azione e ha detto che andava tutto bene“.

Il Corriere dello Sport ritiene inimmaginabile oggi fare a meno del VAR ma suggerisce che sia più”incorniciato“: ad esempio limitandone l’utilizzo a”due o tre proteste per squadra, come si pratica in molti sport professionistici“.

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