Il “Gruppo dei Sette” chiede a Saeed di nominare un primo ministro e di tornare al quadro costituzionale

AA / Tunisia / Alaa Hammoudi

Gli ambasciatori dei Paesi del G7 di stanza in Tunisia hanno invitato il presidente tunisino Kais Saied a “nominare al più presto un nuovo capo di governo, ea far rientrare il Paese nel quadro costituzionale che attribuisce al parlamento un ruolo di primo piano”.

E’ quanto affermano in un comunicato congiunto gli ambasciatori di Stati Uniti, Germania, Francia, Gran Bretagna, Giappone, Italia e Canada, pubblicato in Tunisia, e pubblicato sulla pagina ufficiale dell’Ambasciata britannica in Tunisia.

“Noi, Paesi del G7, riaffermiamo il nostro continuo impegno per il partenariato con la Tunisia, che sta mettendo in atto le strutture politiche, sociali ed economiche necessarie per soddisfare le legittime aspirazioni del popolo tunisino per migliori condizioni di vita e governance caratterizzate da integrità, efficienza e trasparenza”, osserva il comunicato stampa.

Per continuare: “Chiediamo un rapido ritorno al quadro costituzionale in cui un parlamento eletto svolge un ruolo di primo piano”.

“Sottolineiamo inoltre l’urgente necessità di nominare un nuovo capo di governo, di formare un governo in grado di affrontare le crisi economiche e sanitarie che affliggono il Paese e di creare uno spazio inclusivo di dialogo sulle proposte di riforma costituzionale ed elettorale”, aggiungono. gli ambasciatori del G7.

Il 25 luglio, il presidente tunisino ha annunciato misure che ha definito “eccezionali” per un periodo di 30 giorni, tra cui il congelamento delle procedure parlamentari, la revoca dell’immunità dei parlamentari e il licenziamento del primo ministro Hisham Al-Mashishi. Queste procedure prevedono che egli stesso assuma il potere esecutivo con l’assistenza di un governo di cui nominerà il presidente.

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Prima che queste misure possano essere rinnovate, muore a condizione che lui muoia il 24 agosto.

“Chiediamo un impegno pubblico sostenuto – e il rispetto per – i diritti politici, sociali ed economici di tutti i tunisini, così come lo stato di diritto”, aggiunge la dichiarazione degli ambasciatori del G7.

Il comunicato ha sottolineato l’importanza che “il presidente Kais Saied stabilisca rapidamente una direzione chiara che soddisfi i bisogni del popolo tunisino”.

In conclusione, il G7 ha ribadito il suo impegno a “far sì che i valori democratici condivisi restino centrali nelle nostre future relazioni (con la Tunisia)”.

La maggioranza dei partiti tunisini ha respinto le decisioni eccezionali di Said, e alcuni le hanno considerate un “colpo di stato contro la costituzione”. Altri lo hanno sostenuto, considerandolo una “correzione di rotta” alla luce delle crisi politiche, economiche e sanitarie del Paese.

* Tradotto dall’arabo da Mourad Belhaj

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