I gestori dei locali notturni manifestano dopo che il governo italiano si è dimenticato di loro

I gestori dei locali notturni manifestano dopo che il governo italiano si è dimenticato di loro

“Prima o poi la vita tornerà alla normalità, e allora ci renderemo conto che un terzo delle discoteche chiuderà, perché non abbiamo ricevuto nessun aiuto”. Intervista di caffè espresso, Maurizio Basca lancia un grido d’allarme. Preoccupato il presidente della Celp (Associazione italiana imprese “spettacolo”), una sorta di sindacato dei gestori dei locali notturni. Perché, come ricorda il settimanale d’inchiesta Trans Alpine, la situazione delle discoteche nella penisola oggi non potrebbe essere più delicata. “Questi istituti sono stati i primi a chiudere [début mars] “Sarà l’ultimo a riaprire”. Il giornalista ha sottolineato che non è stata ancora fissata alcuna data per la ripresa della movida.

Sono sospese 2.500 aziende e sospese 20.000 aziende DJ non funziona

Mentre ristoranti e bar (e anche cinema, teatri e sale da concerto dal 15 giugno) possono riaprire, le discoteche italiane restano chiuse. È un disastro economico caffè espresso Fornisce i numeri:

Il settore comprende 2.500 aziende con un fatturato stimato di 4 miliardi di euro. Questi danno lavoro a 50.000 persone

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