Giorgia Meloni vuole che il capo del governo sia eletto a suffragio universale diretto

Giorgia Meloni vuole che il capo del governo sia eletto a suffragio universale diretto

Un anno dopo essere salito al potere, il capo del governo italiano Giorgia Meloni ha fatto adottare al Consiglio dei ministri un progetto di riforma per eleggere il capo del governo a suffragio universale diretto. Obiettivo: portare maggiore stabilità a questa democrazia particolarmente instabile.

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Giorgia Meloni ne ha fatto la pietra angolare del suo programma elettorale e intende portarlo fino in fondo. A riprova, se il progetto non otterrà i due terzi dei voti del Parlamento, il Primo Ministro prevede un referendum per approvare quello che lei chiama “ la madre di tutte le riforme », riferisce il nostro inviato da Roma, Anne Treca.

Con questo progetto, la destra italiana vuole porre fine al regime parlamentare, alle ripetute crisi politiche e ai governi che durano in media un anno e mezzo. Vuole insomma più stabilità per la democrazia italiana. Vuole anche porre fine ai governi tecnici guidati da un esperto provvidenziale scelto dal Presidente della Repubblica, come quello recentemente Mario Draghi.

Primo Ministro eletto

Secondo il disegno di legge, gli elettori italiani in futuro dovrebbero scegliere direttamente il capo del governo e non votare più per liste di partiti che poi, a seconda dei risultati ottenuti e delle alleanze parlamentari, si accorderanno sul nome che guiderà l’esecutivo.

Inoltre, la lista che sarà collegata al capo del governo eletto otterrà un bonus di seggi in Parlamento in modo da garantirsi la maggioranza assoluta nell’emiciclo. Tutto ciò, però, senza modificare la funzione del Presidente della Repubblica scelto dal Parlamento, in continuità con l’attuale regime.

L’opposizione si oppone a questo progetto di riforma costituzionale. Secondo lei, un capo di governo eletto metterebbe necessariamente in ombra il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, il cui ruolo di stabilizzatore è stato rafforzato negli ultimi anni.

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La strada quindi si preannuncia lunga e difficile per questo testo, perché la coalizione di destra è lungi dall’avere la maggioranza richiesta in Assemblea. Tuttavia, se questo disegno di legge venisse adottato, si tratterebbe di una nuova pagina nella storia italiana e dell’avvento di un modello senza equivalenti in Europa.

(E con AFP)

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