Dobbiamo aspettarci un attacco alla giustizia italiana?

Carta bianca di Fabrizio Antioco, Magistrato (Testo scritto a titolo personale, non vincola le istituzioni in cui opera).

In diversi paesi dell’Unione Europea, la giustizia sta attraversando momenti particolarmente difficili. La mancanza di risorse a volte gli impedisce di svolgere correttamente le sue missioni. Ma ci sono situazioni ancora più gravi in ​​cui è attaccata da forze politiche che cercano di sottometterla alla buona volontà della maggioranza in atto.

Tuttavia, la giustizia soggetta al potere politico non è una. L’indipendenza della magistratura non è un privilegio dei giudici. Al contrario, è una garanzia essenziale per i litiganti. È triste e preoccupante che, nel 2022, all’interno dell’Unione europea, sia necessario ricordare tali prove.

Ormai da diversi anni, due stati dell’Unione attirano l’attenzione: Polonia e Ungheria.

Giustizia sotto attacco in Polonia e Ungheria

In Polonia, la giustizia è attaccata frontalmente dal potere politico. Il Consiglio d’Europa, l’Unione Europea e attori della società civile come Amnesty International e Human Rights Watch hanno espresso preoccupazione per lo stato della democrazia e dei diritti umani in questo paese. Il Consiglio consultivo della magistratura, che ho avuto l’onore di presiedere, ha approvato una risoluzione che invita le autorità polacche a rispettare lo stato di diritto e ad avviare un vero dialogo con le istituzioni europee. Tutti speravano che la situazione sarebbe migliorata. Tuttavia, in Polonia non si vede alcun reale miglioramento, da qui il recente deferimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea da parte di diverse organizzazioni europee di magistrati che contestano il via libera dato al piano di risanamento polacco.

In Ungheria, democrazia e diritti umani vengono regolarmente attaccati dal potere politico. Il 15 settembre scorso, sulla base di un approfondito studio della situazione e dei rapporti di diverse istituzioni internazionali, il Parlamento europeo ha votato una risoluzione in cui si rammaricava che l’Ungheria fosse diventata un regime ibrido di autocrazia elettorale. Il Parlamento europeo ricorda nel suo risoluzione che le sue preoccupazioni riguardano in particolare l’indipendenza della magistratura, di altre istituzioni e i diritti dei giudici.

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In Italia, se dobbiamo credere ai sondaggi, la coalizione composta da Fratelli d’Italia (G. Meloni), Lega (M. Salvini) e Forza Italia (S. Berlusconi) è in testa alle intenzioni di voto. In caso di vittoria, dobbiamo aspettarci un attacco della giustizia italiana sul modello di quanto sta accadendo in Polonia e Ungheria? Purtroppo, l’azione politica dei partiti della coalizione e le dichiarazioni dei suoi leader mostrano che una tale eventualità non può essere esclusa.

Preoccupazioni in Italia

Tra maggio 1994 e novembre 2011 S. Berlusconi ha ricoperto più volte la carica di Presidente del Consiglio dei ministri. La sua coalizione comprendeva la Lega, e dal 2008 al 2011 G. Meloni ha ricoperto al suo fianco incarichi ministeriali. I governi guidati da S. Berlusconi e dalla sua maggioranza parlamentare hanno svolto un’intensa attività nel campo della giustizia. Il giornale Il fatto quotidiano stabilito a elenco non esaustivo di leggi (una quarantina) che hanno indebolito la giustizia italiana.

L’osservazione è chiara e condivisa dalla stragrande maggioranza dei professionisti e degli analisti: la lotta alla delinquenza (essenzialmente la delinquenza dei colletti bianchi ma anche le mafie) è stata resa molto più difficile o addirittura, in alcuni casi, impossibile. Le leggi allora votate dalla maggioranza hanno infatti depenalizzato in tutto o in parte i reati (come la falsificazione nei bilanci aziendali), hanno notevolmente complicato la raccolta di elementi di indagine all’estero, modificato le norme in prescrizione e quindi agevolato l’estinzione dei procedimenti penali, eccetera.

Anche la feroce battaglia che S. Berlusconi e la sua maggioranza hanno condotto contro l’adozione del mandato d’arresto europeo fa temere il peggio. Quest’ultimo quasi non vide la luce a causa della posizione del governo italiano in quel momento.

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Alla fine hanno votato sia Fratelli d’Italia che Lega contro la risoluzione del Parlamento europeo del 15 settembre 2022 relativa alla situazione in Ungheria.

Preoccupano anche le dichiarazioni inaccettabili dei funzionari della coalizione su giustizia e magistratura. Sono tanti. Qualora fosse necessario citarne solo uno, si ricorda che S. Berlusconi ha regolarmente dichiarato che i magistrati (o, comunque, gli incaricati degli atti che lo riguardano) erano un cancro della democrazia.

I tumori che divorano la democrazia e rischiano di destabilizzarla sono essenzialmente la disinformazione, la demagogia, il populismo, il perseguimento di un interesse diverso dall’interesse generale e la corruzione.

In una democrazia, la magistratura è uno dei rimedi.

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