Coordinamento per risolvere la questione rifiuti italiana

Tunisia e Convenzione di Bamako sul divieto di importazione di rifiuti pericolosi in Africa Per quanto riguarda il controllo dei movimenti transfrontalieri e la gestione dei rifiuti pericolosi prodotti in Africa, hanno deciso di continuare il coordinamento e il seguito con il segretariato di questo accordo. L’obiettivo è definire una soluzione finale per la cartella dei rifiuti.

Martedì, infatti, il Ministro ad interim per gli Affari Locali e l’Ambiente, Kamal Duch, ha esaminato un video con il Presidente della Conferenza delle Parti dell’Accordo di Bamako e il Ministro del Turismo e dell’Ambiente in Congo Arlit Sudan del dossier italiano sui rifiuti, si legge in un comunicato pubblicato dal Ministero dell’Ambiente sulla sua pagina Facebook.

Inoltre, la Tunisia ha ratificato la Convenzione di Bamako e il Protocollo di Izmir alla Convenzione di Barcellona. Questi protocolli, infatti, vietano l’importazione dei rifiuti domestici raccolti.

L’incontro è stato anche un’opportunità per la Tunisia per rivedere gli sforzi e gli sviluppi riguardanti i rifiuti italiani e il coordinamento esistente con le autorità italiane al riguardo. E individuando i prossimi passi che saranno adottati dalla presidenza della conferenza. L’obiettivo è sostenere la posizione della Tunisia su questo tema.

Individuare soluzioni adeguate per eliminare i rifiuti italiani

Sono stati inoltre discussi i passi da compiere per accelerare l’identificazione di soluzioni pratiche. Questo per inviare i rifiuti nel paese di origine il più rapidamente possibile. Sapendo che la Tunisia desidera recuperare i rifiuti con mezzi diplomatici.

La camera d’accusa ha deciso, martedì 16 marzo 2021, di rilasciare tre dei 10 detenuti. Questo nel contesto della questione rifiuti italiana. Questo è ciò che ha detto il portavoce della Corte d’appello di Sousse, Hadi Khasib.

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Termine ultimo per ricaricare i rifiuti italiani

Inoltre, il 24 marzo è stata fissata l’ultima data per la rispedizione dei rifiuti italiani nel Paese di origine. Lo ha affermato il ministro degli Affari locali e dell’ambiente, Kamel Doukh, il 9 marzo, davanti al Parlamento. Ha spiegato che l’azienda che esporta questi rifiuti è soggetta a procedure legali, sottolineando che il governo è in costante contatto con le autorità italiane.

Infatti, Réseau Tunisie Verte e 8 Ong internazionali hanno unito le forze per chiedere l’immediata restituzione di 282 container pieni di rifiuti urbani misti che erano stati esportati illegalmente dalla regione italiana della Campania. E questo si sta dirigendo verso il porto di Sousse in Tunisia tra maggio e luglio 2020.

è un :

  • Global Inceneration Alternatives Alliance – Global Inceneration Alternatives Alliance (GAIA);
  • Basilea – Rete d’azione di Basilea;
  • Zero Waste – Europa – Zero Waste Europe (ZWE);
  • Ufficio europeo dell’ambiente – o Ufficio europeo dell’ambiente (EEB);
  • Centro per il diritto ambientale internazionale (CIEL)
  • Greenpeace MENA
  • Ripensare la Plastic Alliance (RPa)
  • Rete internazionale per l’eliminazione degli inquinanti (IPEN).

Con TAP

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