come la regione del Lago di Como si sia gradualmente spostata all’estrema destra

Una giovane donna in minigonna si precipita e si rifugia in un bar per sfuggire al caldo di questa tarda estate. Un gruppo di turisti sorseggia uno spritz sulla terrazza di un bar e osserva le barche a vela scivolare sul lago che si allunga pigramente tra le montagne. Nascosti qua e là, i fotografi sono all’erta: l’attore americano Ben Affleck e sua moglie, Jennifer Lopez, sono venuti a trascorrere la loro luna di miele nella zona. Nell’aria aleggia un odore di persone e di infinito benessere. Benvenuti sul Lago di Como, situato a meno di un’ora di auto dalla Svizzera.

Questa parte della Lombardia, dove risiedono 600.000 abitanti, è nota per il suo turismo di lusso, ma al suo dinamismo contribuiscono anche 600 aziende specializzate nel tessile e altre 350 nell’arredamento. Politicamente, dalla fine della seconda guerra mondiale, la Democrazia Cristiana ha regnato a lungo prima di essere sostituita dalla Lega all’inizio degli anni ’90. “Quanto al centrosinistra, non ha mai sfondato in questa provincia particolarmente tradizionale, conservatrice e molto legata alla religione” spiega l’ex senatore democratico Luigi Vimercati. Ad ogni elezione, le idee della Lega, in particolare in materia di fiscalità, immigrazione e sviluppo economico, sono riuscite progressivamente a conquistare elettori in una regione che guida i motori dell’economia regionale e nazionale, e che mostra un tasso di disoccupazione inferiore al 7%. .

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