“Ci amavamo tanto”: amicizia italiana [critique]

“Ci amavamo tanto”: amicizia italiana [critique]

Ci sono tante amicizie diverse quanti sono gli amici nel mondo. Ma, piaccia o no, il più enigmatico e pieno di sentimento d’Italia. Ettore Scola ebbe il piacere di ricordarcelo nel 1974 con Ci amavamo moltissimocapolavoro cinematografico e classico dell’epoca d’oro della commedia all’italiana.

Trama: Antonio, Nicola e Gianni sono tre amici. Durante la seconda guerra mondiale parteciparono insieme alla resistenza italiana, e furono geniali nell’organizzare imboscate e piazzare un’asta nelle ruote corazzate tedesche. Dopo la liberazione, come spesso accade in questi momenti, tutti si allargano e iniziano una nuova vita. Ma col passare del tempo, i tre amici si incontrano ancora e ancora, e sono sempre riuniti da una giovane donna alla quale nessuno di loro sembra indifferente…

Disegno Italia

Prima di ritrarre l’Amicizia, Scola ritrae il suo paese. Presenta davanti ai nostri occhi un’istantanea dell’Italia del dopoguerra. Una sorta di schizzo sociale. Un murale su cui dipinge, in diversi periodi della propria vita, un rappresentante di ogni ceto sociale.

Antonio è un uomo semplice, un appassionato attivista, la vera incarnazione del nuovo proletariato italiano dopo il 1945. Nicola è un convinto intellettuale abitato dalla Settima Arte, il cui pensiero si legge nelle sue recensioni cinematografiche, e che si è venduta per tre franchi e sei soldi. In fondo alle pagine c’è un’anatra mal dipinta. Quanto a Gianni, sposare la figlia di un imprenditore immobiliare disonesto lo renderà ricco. Ma l’amara ricchezza, che si addice a tratti alteri e alteri, è brillantemente mostrata Vittorio Gasman.

Dimmi chi ami…

Ci amavamo moltissimo La storia di tre amici..e una moglie! uno solo. Bella Luciana. È di lei che Antonio si innamora. È anche lei che Gianni seduce a spese di Antonio in una scena meravigliosa fatta di complici e domande retoriche: “Vincerà l’amicizia… o l’amore?” Scegliamo di essere onesti… o felici? » E per lei, Nicola finalmente si innamora, nei momenti peggiori, quando entrambi stanno cercando di dimenticare un amante che amavano.

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Dei quattro, solo Antonio rimane fedele. Poverino. Vai a fare amicizia con questi traditori! Tuttavia. Il cinema fa miracoli e Scola fa un successo strepitoso. Ci fa, consciamente o inconsapevolmente, accettare questi tradimenti, questi modi di arrendersi all’amore. Perdoniamo Gianni, compatiamo Nicola, capiamo Luciana.

Ma soprattutto ci tocca il fascino antico e molto ingenuo di Nino Manfredi (Antonio). Un fascino di calma e stabilità, a cui le donne si aggrappano solo dopo anni di delusioni amorose, quasi per rassegnazione.

Ridi prima del resto

“Quando un romanzo trascende i generi, diventa più originale.”disse una volta Figaro Autore André McCain. Buone notizie: i film sono gli stessi! Se lo sfondo Ci amavamo moltissimo Intrecciato su una tragedia d’amore, nessuno dimentica di ridere. E la commedia è rimasta incastrata in tutte le lacrime della carta.

Certo, il film è invecchiato. Il montaggio è logoro e nessun progetto contiene quella bellezza, quel sogno che si trova solo con Fellini. Ma i dialoghi si rassicurano quando iniziano i peccati. La sceneggiatura, scritta a tre mani da Encruci, Scarpelli e Scola, regala senza dubbio ad Aldo Fabrizi (che interpreta il patrigno di Gianni) una delle scene comiche più memorabili, brillantemente incarnate.

E nell’antologia litiga: Come disse il Signore Gesù: “Beati i poveri che prenderanno posto alla mia destra.” Ma se non ci fossero i ricchi a ingannare i poveri, i poveri non esisterebbero e Gesù rimarrebbe solo, come Cristo povero . »

Organizza il cinema

Scola firma una lettera d’amore al cinema. Facendo di Nicola un fanatico ladro di biciclette Di Vittorio De Sica Vita “progettata”, cerca di convincere di qualcosa di cui è sicuro: il cinema ci plasma. Ci chiede anche a spese del povero critico incompreso eppure l’unico che dovrebbe capirlo.

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In una scena struggente, Antonio vede Luciana litigare con Marcello Mastroianni, ed è impetuoso al riguardo e anche noi. sparare dolce Vita Portato in vita dai suoi autori, che privilegio assistere! Fellini si fonde con questa casa che ama così tanto. Parlare di cinema o incarnarlo non gli interessa.

Come disse così giustamente Nicola, “Pensavamo di cambiare il mondo, ma il mondo ha cambiato noi”.. Ettore Scola spiega che lo stesso vale per il cinema e l’amore. Ci amavamo moltissimo È un film che va visto con il cuore. E una cosa è certa: molto imprudente dire che gli italiani non ne hanno!

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About the Author: Drina Lombardi

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