Champagne sul podio in Formula 1, è finita

È la fine di un’era. Tra tre settimane in Bahrain, il vincitore della prima gara della stagione festeggerà vincendo una bottiglia di Prosecco. Niente più champagne. Il promotore della disciplina ha stretto un accordo con l’enologo italiano del nome predefinito Ferrari – anche se non ha nulla a che fare con la Scuderia – per fornire agli impianti GP il suo spumante, sconvolgendo una tradizione così antica. Campionato Mondiale.

L’idea è nata durante il Gran Premio di Francia a Reims, la capitale del Divine Nectar. Il 2 luglio 1950, per la stagione inaugurale del campionato, le vetture di Formula 1 in arrivo sul circuito di Reims-Gueux scoprirono lo champagne, grazie all’idea di due appassionati di sport motoristici, cugini, ma prima di tutti i produttori di champagne menzionati: Paul Chandon Moet e Frederick Chandon di Braille. A quel tempo, poi per decenni, lo champagne si beveva ancora, come fece Juan Manuel Fangio per la prima volta nel 1950. Non fu disperso.

La schiuma sarà nata e calata da un immaginario americano, ancora in Francia ma lontano dalla Formula 1. Dan Journey, vincitore della 24 Ore di gara nel 1967, scuote la sua bottiglia che non è stata refrigerata. Pops stopper. Fotografie carine. Da allora, lo champagne, sotto forma di geranio (l’equivalente di quattro bottiglie normali), è diventato quasi il compagno principale in passerella.

Con questo spumante italiano del Trentino, la Ferrari sarà sicuramente sul palco. Ogni gara …

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