All’Hôtel des Bergues di Ginevra ci sono cose molto segrete

Altri 30 gradi alle 17:00 Ginevra, avvolta dal calore, attende la tempesta. Alla fine di questo giugno torrido, il vento soffia e provoca raffiche di vento sul lago di Ginevra. Dal balcone dell’Hôtel des Bergues, gli ospiti osservano i fulmini, che generano a distanza l’elettricità per le Alpi. Al bar, principesse saudite velate si rinfrescano in colori pastello e borse di marca ammucchiate sui sedili. Inoltre, proprio come me, una guardia di sicurezza con un auricolare e un abito scuro è intonacata sul muro dell’atrio. Un uomo d’affari americano, sdraiato su un divano, aspetta il taxi che lo porterà all’aeroporto.

Il castello più antico della città è stato inaugurato nel 1834 e, come la maggior parte degli hotel a cinque stelle, si trova sulla riva destra del Rodano. La sponda sinistra è più slanciata e pomposa. Ma per godere della vista del Monte Bianco bisogna trovarsi sulla sponda destra. L’imponente edificio neoclassico di sei piani, con la sua piscina e spa e il suo tetto panoramico su un ristorante giapponese, si affaccia sull’isolotto di Rosso, delimitato da acque limpide su cui scivolano i cigni. Attraversando il Pont des Bergues, una piccola passerella ai piedi dell’hotel, ci si trova subito nel centro della città e nel suo quartiere commerciale.

Arredamento di Joel Decker

Dal balcone, fondendosi tra gli stendardi degli orologiai Breitling e Rolex, si scorge il quartiere delle banche, dei commercianti di diamanti, le sedi delle multinazionali: Hublot, Deutsch Bank, Boucheron, Société Générale, Indosuez… Potete immaginare il nero finestre dell’edificio che ospita la sede della SOCAR National Oil Company dell’Azerbaigian. Una vera macchina da soldi negli stipendi del presidente autoritario Ilham Aliyev, il suo nome compare a margine di un caso di corruzione maltese indagato dalla giornalista Daphne Caruana Galizia prima del suo assassinio nel 2017. L’Hotel de Berg è sempre stato un testimone soddisfatto dei successi e dei segreti della città.

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Lo scrittore Joel Decker, nato sulle rive del Lago di Ginevra, vi ha piantato parte dell’arredamento Puzzle della stanza 622 (Edizioni de Fallois, 2020). “E’ un locale segretissimo, dove si arriva dalla stazione, dal porto, dal quartiere delle ambasciate…”, Notato, divertito. Incontro emozionante. Lì, in una delle quarantacinque suite del palazzo – 515 – Joel Decker ha installato Lev Levovich, un banchiere milionario che ama la molto depressa Anastasia.

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Descrive il riposo confortevole della stanza, il ristorante stellato, ma anche, in una scena importante, la scala centrale girevole, sotto la quale prende vita sotto la sua penna, tagliata a mano, “Cena degli ospiti dell’Associazione dei banchieri di Ginevra, dove si raccoglie l’esuberanza dei banchieri privati” dalla città. Decker ne ha parlato così bene che il Four Seasons Group (di proprietà del principe saudita Alwaleed bin Talal bin Abdulaziz Al Saud e Bill Gates), che ha acquistato la fondazione nel 2002, ha finito per commissionarlo l’anno scorso, scrivendo parte di Brochure Vista Palazzo. Per riportare l’hotel più romantico di Ginevra al suo antico splendore.

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